19 novembre 2019
Aggiornato 06:00
Immigrazione

Migranti, domenica i leader d'Europa a Bruxelles: «Ma ormai è tardi»

Il presidente della Commissione europea, Juncker, ha convocato una riunione informale in vista del Consiglio del 28 e 29 giugno

Un fermo immagine tratto da un video della Guardia Costiera
Un fermo immagine tratto da un video della Guardia Costiera ANSA

BRUXELLES - Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si è in qualche modo giustificato, oggi a Bruxelles, per l'insolita riunione informale di alcuni capi di Stato e di governo dell'Ue (compreso l'italiano Giuseppe Conte), da lui convocata per domenica pomeriggio nella sede dell'esecutivo comunitario. La riunione è finalizzata a cercare delle convergenze fra le posizioni ancora molto lontane dei Paesi membri sui temi dell'immigrazione e dell'asilo, al fine di facilitare i lavori del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. L'iniziativa ha creato qualche tensione con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che aveva rifiutato di convocare la riunione preparatoria, richiesta in particolare dalla Germania, considerando che il vertice ufficiale si svolgerà solo pochi giorni dopo.

La riunione informale di domenica
«Avremo, domenica prossima a Bruxelles, non un mini vertice Ue, ma una riunione informale di lavoro a cui sono invitati tutti gli Stati membri interessati da vicino ai temi dell'immigrazione e alla nuova regolamentazione delle procedure d'asilo», ha spiegato Juncker nel pomeriggio ai giornalisti, durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro francese Edouard Philippe. «E' un'iniziativa - ha osservato Juncker - che mi piace, ma non troppo, perché non mi piace presiedere riunioni con solo alcuni degli Stati membri; ma siccome altri si rifiutavano di farlo (il riferimento è a Tusk, ndr), doveva ben esserci qualcuno per presiedere la riunione», anche se solo «come collegamento» fra i leader degli Stati membri, e «senza svolgere un ruolo preminente», ha concluso il presidente della Commissione.

Anche se ormai potrebbe essere troppo tardi
Dopo aver risposto «è anche più tardi» a un giornalista che chiedeva se non siamo ormai «a un minuto dalla mezzanotte», ovvero sull'orlo del collasso dello spazio di Schengen e quindi della fine dell'Ue, a causa delle divisioni interne sulla crisi migratoria, Juncker ha osservato che «se tutti gli Stati membri avessero seguito le proposte della Commissione sulla riforma del regolamento sull'asilo di Dublino, oggi non dovremmo confontarci con questi problemi». Juncker ha poi aggiunto ulteriori spiegazioni sul mini summit di domenica: «Non ho convocato io questa riunione, ma mi sono detto disponibile all'auspicio di alcuni (la Germania, con l'appoggio della Francia, ndr) di invitare tutti gli Stati membri interessati domenica prossima a Bruxelles. Oggi ho parlato al telefono con il premier belga Charles Michel, che ha detto di voler partecipare e che è benvenuto, così come Malta, che abbiammo già aggiunto alla lista». Alla riunione di domenica - ha proseguito il presidente della Commissione - «non si tratta di dettare la linea di condotta per gli altri Stati membri: questo è un processo inclusivo, ma che ha bisogno di preparazione».