13 luglio 2020
Aggiornato 17:30
Immigrazione

Merkel sotto accusa per lo scandalo della corruzione sulla gestione dei migranti

Angela Merkel sotto accusa per lo scandalo che ha travolto l'ufficio responsabile della gestione dei migranti arrivati in Germania dal 2015

BERLINO - Angela Merkel sotto accusa per lo scandalo che ha travolto l'ufficio responsabile della gestione dei migranti arrivati in Germania dal 2015. "Il fallimento è nell'inerzia (del governo) quando sono diventate chiare le sfide poste alla Germania dall'arrivo dei rifugiati - ha detto l'ex presidente dell'Ufficio federale per i migranti e i rifugiati (Bamf), Frank-Jurgen Weise, al settimanale Der Spiegel - la crisi avrebbe potuto essere evitata». Wiese ha riferito di aver informato personalmente la cancelliera tedesca in due occasioni, nel 2017, dei problemi sorti con l'arrivo di centinaia di migliaia di migranti, aggiungendo che non sarebbe però stata presa alcuna iniziativa a riguardo. Un rapporto confidenziale redatto proprio dall'ex presidente del Bamf, in cui viene duramente attaccato il governo, è stato ugualmente riportato dai media. 

1200 richieste di asilo in cambio di mazzette
Da settimane, il governo e la cancelliera sono sotto pressione a seguito di una vicenda di corruzione emersa in una sede a Brema del Bamf. Il responsabile della sede, gli avvocati e gli interpreti sono stati accusati di corruzione e dovranno rispondere all'accusa di aver accolto almeno 1.200 richieste di asilo in cambio di mazzette. Dallo scoppio dello scandalo il governo sta verificando se si tratti di un caso isolato o se invece riguardi anche altri uffici.

35 migranti annegati al largo della Tunisia
La notizia arriva proprio nel giorno in cui al largo della Tunisia sono annegati almeno 35 migranti mentre cercavano di raggiungere l'Europa. E' l'ultimo bilancio delle vittime fornito dal ministero della Difesa tunisino sul naufragio avvenuto al largo della costa del governatorato di Sfax, nel Sud del paese. In precedenza il ministero dell'Interno aveva riferito di almeno 11 cadaveri recuperati in mare e di 67 migranti tratti in salvo. 68 persone invece sono state tratte in salvo. Le autorità tunisine sono intervenute a circa 30 chilometri dalla costa dopo aver ricevuto un Sos attorno a mezzanotte da una barca che stava per "affondare".

«Italia è stata lasciata sola»
Merkel proprio oggi, in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine am Sonntag, ha voluto chiedere espressamente che l'Italia non venga lasciata sola nella gestione dei migranti. «Parte dell’insicurezza in Italia ha la sua origine proprio dal fatto che gli italiani, dopo il crollo della Libia, si sono sentiti lasciati soli, nel compito di accogliere così tanti migranti». La sicurezza delle frontiere, la politica di asilo comune e la lotta alle ragioni dell’esodo dei migranti sono la «vera questione esistenziale per l’Europa», ha detto la Cancelliera, il cui Paese ha accolto un milione di siriani nel 2015 e che figura tra quelli che hanno partecipato più attivamente ai ricollocamenti da Italia e Grecia. «Abbiamo bisogno di un sistema comune dell’asilo e misure comparabili nella decisione su chi rimane e chi no», ha aggiunto Merkel, secondo la quale Frontex, già trasformata nell’Agenzia per le frontiere, diventerà «nel medio periodo una vera polizia di frontiera con competenze europee» e nel lungo periodo dovrà esserci «un ente europeo per l’asilo».

La riforma di Dublino
Il tema sarà sul tavolo martedì a Lussemburgo nella riunione dei ministri dell’Interno Ue, cui il capo del Viminale Matteo Salvini non parteciperà perché impegnato con il voto di fiducia in Senato. Tra i temi principali ci sarà la riforma di Dublino, ovvero il sistema d’asilo europeo che attualmente stabilisce l’assegnazione dei migranti al Paese di primo arrivo. E, date le posizioni tuttora inconciliabili sull’ultimo compromesso preparato dalla presidenza bulgara, rischia di trasformarsi in un braccio di forza tra i leader al vertice Ue di fine mese dove debutterà il premier Giuseppe Conte. Bruxelles e Berlino, infatti, spingono per chiudere prima che il dossier finisca nelle mani della presidenza austriaca ‘hardliner’ sui migranti e che non ha quindi nessun interesse ad avanzare.