25 settembre 2018
Aggiornato 19:00

Il piccolo «gladiatore» Alfie è volato via

Il piccolo Alfie Evans è morto all'ospedale Alder Hey di Liverpool, dove era ricoverato a causa di una gravissima patologia neurodegenerativa
Alfie in una delle foto pubblicate dalla mamma del bambino, Kate James, su Facebook
Alfie in una delle foto pubblicate dalla mamma del bambino, Kate James, su Facebook (ANSA)

LIVERPOOL - Il piccolo Alfie Evans è morto all'ospedale Alder Hey di Liverpool, dove era ricoverato: lo hanno annunciato i genitori in un messaggio postato su Facebook. «Il mio piccolo gladiatore ha posato il suo scudo, le sue ali sono spuntate alle 2.30», hanno scritto i genitori Kate James e Tom Evans. Giovedì scorso l'Alta Corte di Manchester aveva negato alla famiglia il permesso di trasferire Alfie - affetto da una malattia neurodegenerativa incurabile - in Italia, lasciando però aperta la porta ad un possibile ritorno a casa.

Un caso diplomatico
La vicenda del bimbo britannico di 23 mesi affetto da una patologia neurodegenerativa ancora non individuata con certezza negli ultimi giorni era stata al centro di un caso diplomatico che ha visto coinvolti l'Italia e la Città del Vaticano da una parte e la magistratura del Regno Unito dall'altra. Un ultimo disperato appello nella notte via Facebook, ai sostenitori dell'Alfiès Army, a mandare «preghiere» e «100 profondi respiri al nostro guerriero» era arrivato da Sarah Evans, zia del piccolo Alfie. I genitori, Tom e Kate, erano ormai rassegnati alla speranza di un trasferimento in Italia e impegnati a dialogare con i medici dell'ospedale Alder Hey di Liverpool sulla possibilità di riportarlo a casa.

Il disperato appello del papà
«C'è un consenso generale» che Alfie ormai «stia morendo», aveva detto lpochi giorni fa ady King, una dei tre giudici della Corte d'Appello britannica durante l'udienza. Parole a cui l'avvocato difensore Diamond ha risposto ammettendo che si è verificato «un cambiamento significativo di circostanze» come conseguenza del distacco dei macchinari salvavita ma che Alfie «respira ancora». E che papà Tom chiede di «non lasciar nulla d'intentato» finché possibile. Il suo messaggio è stato finoall'ultimo: «Salvate mio figlio». Tom ha minacciato nella stessa sede di far causa a tre medici dell'Alder Hey Hosipital di Liverpool per cospirazione finalizzata all'omicidio del figlio e fa sapere di aver già preso contatti con investigatori privati per istruire il caso.