8 dicembre 2019
Aggiornato 08:00

Usa, stop di Trump al programma che protegge gli immigrati irregolari: «Siamo anche la nazione delle leggi»

Donald Trump mette la parola fine al programma Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca), voluto nel 2012 da Barack Obama per consentire agli immigrati irregolari, entrati da bambini nel Paese, di evitare il rimpatrio e ricevere un permesso di lavoro o di studio biennale e rinnovabile

NEW YORK - Aveva promesso una forte stretta all'immigrazione illegale negli Usa in campagna elettorale, e, nonostante molti ostacoli, Donald Trump sta facendo di tutto per mantenere la parola data. Dopo il muslim ban e le iniziative volte a favorire i lavoratori autoctoni, ora Trump mette la parola fine al programma Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca), voluto nel 2012 da Barack Obama per consentire agli immigrati irregolari, entrati da bambini nel Paese, di evitare il rimpatrio e ricevere un permesso di lavoro o di studio biennale e rinnovabile. Le persone protette dal programma sarebbero ben sono 787.580, secondo i dati del governo statunitense.

I requisiti
Per entrare nel programma, i richiedenti dovevano avere meno di 31 anni al 15 giugno 2012, quando il programma è iniziato, ed essere «senza documenti», ovvero irregolari. Dovevano inoltre essere arrivati prima di aver compiuto 16 anni e aver vissuto negli Stati Uniti ininterrottamente dal giugno 2007. Inoltre, non dovevano aver commesso reati o rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale. Ora, il loro destino è nelle mani del Congresso, che avrà sei mesi di tempo per trovare una soluzione, dopo la decisione del presidente Donald Trump di mettere fine al programma.

Origini
La stragrande maggioranza dei Dreamers (come vengono chiamati i migranti protetti dal Daca, ndr) è di origini messicane: 618.342 sui 787.580 che hanno ottenuto il permesso; seguono quelli provenienti da El Salvador, Guatemala, Honduras e Perù. Le persone protette sono dette Dreamers perché il programma Daca è stato un compromesso trovato dall'amministrazione Obama, dopo che il Congresso non era riuscito ad approvare il cosiddetto Development, Relief and Education for Alien Minors (Dream) Act, che avrebbe dato l'opportunità di ricevere la residenza permanente agli immigrati arrivati negli Stati Uniti, da irregolari, quando erano bambini.

6 mesi al Congresso
Trump ha annunciato su Twitter che «Il Congresso adesso ha sei mesi per legalizzare il DACA (una cosa che l'amministrazione Obama non è riuscita a fare). Se non ce la faranno, tornerò io sul problema!». Trump vuole dare ai Dreamers una «soluzione più permanente attraverso il processo legislativo» visto che «è lavoro del Congresso fare le leggi», aveva spiegato ieri la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders dopo che il ministro della Giustizia Jeff Session aveva annunciato l'abolizione del Daca, il programma voluto da Barack Obama per proteggere dall'espulsione i cosidetti Dreamers, gli immigrati illegali arrivati negli Usa da bambini insieme ai genitori.

La nota di Trump
«Come presidente il mio compito più importante è quello di difendere i cittadini americani e la costituzione degli Stati Uniti d'America. Allo stesso tempo non sono a favore del punire bambini, la maggior parte dei quali ora sono adulti, per le azioni dei loro genitori. Ma dobbiamo anche riconoscere che siamo la nazione delle opportunità perché siamo la nazione delle leggi» ha spiegato Donald Trump in una nota. «Il potere legislativo, non quello esecutivo, deve scrivere le leggi - si tratta di un punto fermo del nostro sistema costituzionale», continua Trump, ricordando che la decisione di Barack Obama di «scavalcare il Congresso» e approvare in modo unilaterale il DACA sia una «violazione della legge e della nostra repubblica». Trump nella sua dichiarazione ricorda che si tratta di un processo lento, che darà al Congresso la possibilità di rivedere il documento e di decidere. In passato, si legge nella nota, il Congresso aveva rigettato l'approvazione di una legge a favore dei Dreamer. Proprio per questo il presidente ha chiesto a Capitol Hill di lavorare a una riforma dell'immigrazione, continua la nota.

La critica di Obama
Riconoscendo che l'immigrazione può essere un "argomento controverso", Barack Obama ha criticato la mossa odierna voluta dal suo successore Donald Trump. La Casa Bianca ha annunciato lo smantellamento di un programma pensato per proteggere gli immigrati privi di permesso di soggiorno che furono portati in Usa quando erano bambini. Per il 44esimo presidente Usa una tale decisione è «crudele» e «sbagliata». Chiamati «Dreamers», questi immigrati sono per Obama «americani nel loro cuore, nella loro testa, in ogni possibile modo tranne uno: sulla carta». In una nota, ricorda che il suo programma entrato in vigore nel 2012 - il Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca) - chiama in causa giovani che «sono cresciuti in America, bambini che hanno studiato nelle nostre scuole, giovani adulti che hanno avviato le loro carriere, patrioti che hanno promesso fedeltà alla nostra bandiera». Secondo lui prenderli di mira «è sbagliato perché non hanno fatto nulla di sbagliato».