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Russia, «gli hacker sono diventati un brand». E Mosca punta al mercato It

Dalla «hacker-mania» al settore It. La Russia raccoglie gli inattesi frutti di mesi di accuse e si lancia sul mercato con Rite, compagnia per l'export di It, creata sulla base del colosso della holding statale Rostec ma partecipata al 25% da investitori privati

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Tecnologia (EPA/Ulises Ruiz Basurto)

MOSCA - «Gli hacker russi sono diventati un brand», una specie di marchio di garanzia e «certo dopo tutta la pubblicità che è stata fatta durante le elezioni presidenziali americane, la Russia ha molto da proporre in fatto di sicurezza». Così scherza Yegor Ivanov, ceo di Rite, una compagnia per l'export di It, creata sulla base del colosso della holding statale Rostec ma partecipata al 25% da investitori privati del settore It russo che hanno scelto di rimanere nell'ombra. «Rite è stata creata con lo scopo di raddoppiare nei prossimi 10 anni l'export russo di It. Oggi siamo a 7,5 miliardi di dollari con una percentuale del 2,1% del mercato. L'obiettivo è raggiungere almeno i 15 miliardi». E le prospettive sono enormi, non soltanto perché il mercato It è molto più grande di quello del gas, arriva quasi a 400 miliardi (di dollari) e negli ultimi 5 anni è cresciuto cinque volte. Ma soprattutto perchè è evidente che la crescita continuerà: "Noi o ci saremmo o ne saremo fuori e perderemo molto», dichiara il manager, lasciando intendere che mentre Europa e Usa non possono essere considerati mercati di sbocco, il Medio Oriente e l'America Latina aprono grandi prospettive.

Rostec
Rostec è una società di Stato russa istituita alla fine del 2007 per promuovere lo sviluppo, la produzione e l'esportazione di prodotti industriali high-tech per il settore civile e della difesa. Riunisce 14 holding. Ma soprattutto Rostec, oltre a realizzare il 60% della produzione militare russa, fornisce merci a oltre 70 Paesi in tutto il mondo. E ha quindi una rete di contatti preziosissima per Rite e per società, anche già note all'estero, come Kaspersky Lab, Rambler o Skolkovo, ma non altrettanto imponenti e diffuse: «E' chiaro che in Russia negli ultimi tempi - dice Ivanov ad Askanews - sia il presidente russo, sia il governo hanno dimostrato grande interesse per l'Information technology. Ma non è possibile senza l'export sviluppare il mercato It in Russia, perchè è molto piccolo».

E per qualsiasi piccola compagnia, entrare in un nuovo mercato è estremamente difficoltoso. L'idea è però molto furba: sfruttare i contatti dell'export della difesa (la Russia è il secondo esportatore al mondo) per allargare la propria presenza sul grande mercato mondiale delle nuove tecnologie. Ma non si tratta soltanto di contatti: "Noi abbiamo già gli uffici sul posto. Noi abbiamo già i rapporti con i governi locali. Noi abbiamo già strumenti finanziari per partire più velocemente. Per questo è stata creata la compagnia Rite: siamo in grado di raccogliere le società private It più interessanti e proiettarle sul mercato globale".

I principali clienti sono i governi, le regioni, oltre alle grandi compagnie. "Noi siamo un sistema globale di integrazione. Noi rappresentiamo gli interessi delle compagnie e vendiamo. Ma noi non ci rivolgiamo direttamente al mercato dei consumi: se una compagnia è in grado di entrare con un ottimo prodotto sul mercato e rivolgersi ai consumatori, noi a questa compagnia non serviamo. Ma per entrare sul mercato b2g o b2b, non basta avere un buon prodotto", chiarisce Ivanov.

I numeri sono davvero impressionanti: 53 paesi con uffici locali, 70 paesi con rapporti economico-commerciali già stabiliti, 116 paesi dove già la holding fornisce prodotti. Attualmente il mercato delle It è comunque variegato e molto complesso. L'Italia figura al 20º posto con 4 miliardi e l'1,1% del mercato, che sul globale vale 357,1 miliardi.

La classifica mondiale è guidata dall'Irlanda con 63,6 miliardi di dollari e una fetta di mercato del 17,8% segue l'India con più di 52 miliardi e oltre il 14%, poi l'Olanda, 28 miliardi e quasi l'8%, la Germania 24 miliardi e quasi il 7%, la Cina con 17 miliardi e il 5%, e ancora la Gran Bretagna con 17 miliardi e il 4,9%, gli USA con 16 miliardi e il 4,5%, la Svezia con 13,8 miliardi e il 3,9%, la Svizzera con 9,9 miliardi e il 2,8%, la Francia con 9,7 miliardi e il 2,7%, Israele con 8,4 miliardi e il 2,3%, la Spagna con 7,9 miliardi e il 2,2%. La classifica è stata presentata alla fiera dell'innovazione Innoprom, proprio presso il padiglione di Rostec.

I prodotti rappresentati dalla Rite spaziano dalle soluzioni per le industrie alla cosiddetta "città intelligente", sino alla Government Technology. Mentre il filo rosso che unisce tutto quanto è uno solo: "La sicurezza".

La città intelligente, ad esempio, arriva a comprendere sino a 140.000 videocamere raggruppate in un unico sistema, 12,7 milioni di ricette elettroniche per ottimizzare il funzionamento di una città, e molte altre soluzioni che promettono anche di ridurre fino al 64% la pratica dei parcheggi senza permesso. Ma anche di regolare l'illuminazione cittadina, verificare la pulizia delle strade, identificare le automobili che circolano e nel caso rintracciare l'automobilista che abbia commesso un reato o un'infrazione. Tutto collegato, tutto connesso in quella che sarà la città del futuro.