15 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Immigrazione

Usa, Corte suprema ripristina parzialmente il muslim ban. Prima vittoria per Trump

La Corte suprema degli Stati Uniti ha annunciato che esaminerà il muslim ban di Donald Trump, per decidere se è incostituzionale. Nel frattempo, ha parzialmente ripristinato l'applicazione del bando

NEW YORK - La Corte suprema degli Stati Uniti ha annunciato che esaminerà il travel ban di Donald Trump, per decidere se - come stabilito da due diversi tribunali di Appello - è incostituzionale. I nove giudici prenderanno in considerazione il secondo ordine esecutivo del presidente Usa, quello che limita gli ingressi dei cittadini da sei paesi a maggioranza musulmana per 90 giorni (Iran, Somalia, Sudan, Yemen, Siria e Libia) e sempre per 90 giorni ferma il programma di accoglienza dei rifugiati. Soprattutto, però, i giudici supremi hanno parzialmente ripristinato l'applicazione del bando, un vittoria per il presidente repubblicano che ha lo invocato per motivi di sicurezza nazionale, contro le critiche secondo cui rappresenta una discriminazione verso i musulmani, in violazione della costituzione Usa.

I due fronti di battaglia
Intanto, si riapre lo scontro su due fronti: da un lato quello politico, dall'altro quello giuridico. Dal punto di vista politico, da segnalare è il ruolo di Neil Gorsuch, il nono giudice appena nominato da Trump, che ha spinto per per il ripristino integrale del bando, schierandosi esplicitamente dalla parte del Presidente.  Poi ci sono le corti, molte delle quali hanno già fermato il bando con ordinanze d'urgenza prima e con sentenze poi. In particolare, la Corte d'Appello del quarto distretto di Richmond, in Virginia, ha stabilito il 25 maggio che il «muslim ban» viola il primo emendamento della Costituzione americana che assicura parità di trattamento ai fedeli delle diverse religioni. Secondo la Corte d'appello di San Francisco, con un'ordinanza emessa lo scorso 12 giugno, il bando di Trump esorbitava i poteri costituzionali assegnati al presidente degli Stati Uniti.  La Corte Suprema ha comunicato che esaminerà entrambe le sentenze a ottobre, «ascoltando tutte le parti in causa».

Una vittoria politica per Trump
Dal canto suo, Donald Trump ha esultato per la decisione della Corte Suprema, che per lui costituisce un'indubbia prima vittoria politica in merito a un tema sul quale il Presidente ha dovuto affrontare molte resistenze. Per la Corte, preservare la sicurezza nazionale è «un obiettivo urgente» e imporre il divieto di ingresso a chi non possa dimostrare legami all'interno degli Stati Uniti «non impone nessuna avversità legalmente rilevante al cittadino straniero».