18 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Prime mosse di Macron indicano briglie tirate verso la stampa

Francia, Hollande: «I giornalisti mi rimpiangeranno». Almeno loro...

L'ex presidente francese Francois Hollande con una punta di soddisfazione ha fatto notare che i media rimpiangeranno la sua presidenza. Visto che il nuovo inquilino dell'Eliseo ha già fatto capire che i tempi sono cambiati

PARIGI - Fin dalle prime ore era apparso chiaro che i tempi erano cambiati per i media all'Eliseo: messi cordialmente alla porta al termine del primo Consiglio dei ministri a Matignon, momento privilegiato per gli «a margine», poi scelti direttamente dal presidente per accompagnarlo nel suo viaggio in Mali, i giornalisti si sono limitati al momento a scrivere una lettera aperta ad Emmanuel Macron per rivendicare libertà di movimento. Ma, avrebbe sibilato un consigliere dell'Eliseo al Canard Enchainé, «il periodo delle chiacchiere è finito».

Hollande mette in guardia la stampa
E' lo stesso predecessore di Macron all'Eliseo, Francois Hollande, a mettere in guardia i media, non senza una punta di soddisfazione: «Vedrete, i giornalisti mi rimpiangeranno presto. Mi avevano detto che parlavo troppo alla stampa, che facevo troppi "off». Ma facendomi questo processo i giornalisti hanno segato il ramo su cui erano seduti. Lo verificheranno presto: Macron parlerà loro molto raramente e tenterà di controllare tutto», avrebbe commentato Hollande in privato, secondo quanto riportato da Bfmtv.

La prima grana di Macron
In effetti, l'inizio del rapporto tra il nuovo inquilino dell'Eliseo e i media francesi non è stato dei migliori. Proprio su questo tema, infatti, è scoppiata la prima grana: «Macron vuole selezionare i giornalisti che partono in missione con lui», è l'accusa. L'Eliseo ha fatto sapere che d'ora in poi a scegliere i giornalisti che accompagneranno Macron nei viaggi all'estero (o in patria) sarà la presidenza, e non più le redazioni. In pratica, se il presidente parte per una missione internazionale, la stampa accreditata sarà quella diplomatica. Se l'appuntamento è in Francia, magari per un incontro sul tema dell'Istruzione, verranno invece scelti giornalisti specializzati in materia. Ma una quindicina di redazioni - fra le altre Le Monde, Afp, Bfm-Tv, Liberation, Le Figaro, Europe 1 - hanno scritto una "lettera aperta al presidente" per esprimere le forti preoccupazioni per «l'organizzazione della comunicazione presidenziale che si sta prefigurando».