19 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Parla l'avvocato Marco Mori

«Con l'uomo della finanza Macron, la Francia si è condannata a morte»

La vittoria di Emmanuel Macron, largamente prevista e augurata dall'eurocrazia, è stata festeggiata dal mondo delle banche e della finanza. E, secondo l'avvocato Marco Mori, i francesi si pentiranno presto di questa scelta

PARIGI - La vittoria di Emmanuel Macron era largamente prevista dai sondaggi e dalla stampa tutta, anche se un brivido correva lungo la schiena dell'eurocrazia. Perché dall'altra parte c'era Marine Le Pen, la cui ricetta politica prometteva una lotta senza quartiere all'Europa delle banche e della grande finanza e alla globalizzazione. Così, è probabile che, quando i primi exit poll hanno dato il candidato di "En Marche!" ampiamente in vantaggio, tutto quel mondo finanziario che vedeva nella Le Pen una minaccia abbia stappato la bottiglia.

«Fantoccio della grande finanza»
Ma secondo l'avvocato Marco Mori, autore del libro «Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea», ci sarebbe anche di più. Macron, cioè, non sarebbe semplice «espressione» di quel mondo di poteri forti cui Marine Le Pen prometteva, perlomeno a parole, di opporsi. Per Mori, Macron sarebbe addirittura «il fantoccio creato a tavolino dalla finanza internazionale per fermare la Le Pen». Un fantoccio sostenuto, peraltro, da tutto il panorama mediatico europeo e non solo.

La Francia pagherà il prezzo di questa scelta
Non dimentichiamoci che il Presidente più giovane della storia di Francia è stato un banchiere, e in particolare un uomo di Rothshild. Un curriculum che induce Mori a pensare che sarà la Francia a pagare il prezzo di questa scelta. A suo avviso, infatti, le politiche di Macron andranno nella solita direzione: liberismo sfrenato e tagli alla spesa pubblica, che – sostiene l'avvocato Mori – alla lunga potrebbero causare suicidi per ragioni economiche.

Profilo psicologico inquietante
Ma anche il profilo psicologico di Macron, per Mori, sarebbe decisamente poco rassicurante: l'avvocato lo definisce «un soggetto clinicamente patologico, privo di empatia verso gli esseri umani, che eseguirà con decisione il mandato criminale che gli è stato affidato». A festeggiare la sua vittoria, dunque, banche, il mentore di Macron Attali, la grande finanza e l'establishment europeo. Gentiloni e Soros compresi.