16 giugno 2019
Aggiornato 14:30
La democratica ha di nuovo puntato il dito contro la Russia

Putin-Trump, nel giorno della telefonata del disgelo «rispunta» Hillary Clinton

Nel giorno in cui i media hanno registrato un allentamento della tensione tra Usa e Russia a seguito della telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, Hillary Clinton torna a puntare il dito contro Mosca

WASHINGTON - Angela Merkel non era l'unica leader occidentale a doversi interfacciare, nelle scorse ore, Vladimir Putin. Perché l'agenda del Presidente russo prevedeva anche una telefonata con l'omologo americano Donald J. Trump. Telefonata a proposito della quale i media hanno parlato di  "segnali di distensione", dopo che l'evoluzione della crisi siriana e i presunti attacchi chimici di cui l'Occidente accusa Assad aveva bruscamente interrotto ogni prospettiva di reset.

I dossier sul tavolo
Sul tavolo, oltre al dossier siriano, anche la Corea del Nord, e un futuro faccia a faccia che, secondo il Cremlino, potrebbe avvenire ai primi di luglio ad Amburgo in occasione del G20. La Casa Bianca ha definito la conversazione "molto buona", ma anche da parte russa sembra emergere una moderata e prudente soddisfazione. 

Coordinamento sul terrorismo
Soprattutto perché si è tornato a parlare di un coordinamento degli sforzi  russo-americani nella lotta contro il terrorismo internazionale nel contesto della crisi siriana, «per un consolidamento del cessate in fuoco, e arrivare alla fine delle violenze nel Paese", ha riferito il Cremlino. Una prospettiva che pareva essersi allontanata dopo le ultime vicende siriane, ma che ora appare riaffacciarsi all'orizzonte. Il primo step sarebbe una intensificazione del dialogo dei ministri degli Esteri dei due Paesi, «per cercare opzioni per il consolidamento del cessate il fuoco e rendendolo sostenibile e controllato».

Rispunta Hillary Clinton
Sarà stato un caso, ma nel giorno in cui nuovi segnali di distensione sono giunti sul fronte dei rapporti tra Stati Uniti e Russia, è rispuntata improvvisamente la rivale di Donald Trump alle elezioni. Hillary Clinton è infatti tornata sulle accuse di interferenza russa nella campagna elettorale americana, a suo avviso ordinate dal Cremlino per colpirla. Il dossier sul cosiddetto «Putingate», insomma, torna caldo, dopo giorni di apparente tranquillità. Dovuti, probabilmente, all'inedita severità mostrata da Trump alla Russia sulla crisi siriana. Una severità che, qualcuno azzarda, potrebbe essere stata «indotta» dagli apparati che circondano il Presidente e che da sempre non vedono di buon occhio la ripresa del dialogo con Mosca.