16 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Il tycoon dovrà affrontare l'impeachment?

Chi e perché vuole già «far fuori» Donald Trump

Secondo alcuni esperti interpellati dall'Independent, Donald Trump potrebbe dover affrontare l'impeachment entro 18 mesi dalla sua elezione. Chi vuole «farlo fuori» a tutti i costi? E perché?

WASHINGTON - Mancano pochi giorni perché Donald Trump diventi ufficialmente il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, ed è dall'8 novembre scorso – giorno della sua elezione – che la sua strada è lastricata di ostacoli. Sotto il fuoco incrociato dei tanti oppositori politici (tra cui il presidente uscente Barack Obama) e delle agenzie di intelligence, Trump è rimasto politicamente «impigliato» nell'epopea senza fine degli hacker russi, accusati di essersi intromessi nelle elezioni americane per farlo vincere. Ed è anche il protagonista di un dossier scoppiettante, la cui fondatezza è tutt'altro che dimostrata, e che, tra le altre cose, lo descrive come «ricattabile» da parte della Russia. 

Il Senato annuncia un'inchiesta
Che il clima di tensione non sia destinato a placarsi l'arrivo ufficiale di Trump alla Casa Bianca lo dimostra l'intenzione da parte della Commissione Intelligence del Senato americano di aprire un'inchiesta sul presunto ruolo di Mosca negli hackeraggi e sui tanto sventolati «rapporti» tra il Presidente eletto e la Russia. Non bastavano, dunque, i report delle agenzie di intelligence: anche il mondo della politica vuole vederci più chiaro, appurando soprattutto eventuali collegamenti tra i servizi russi e «individui associabili alle campagne elettorali». Ci si sta chiedendo, in pratica, se Trump o qualcuno del suo entourage fosse consapevole delle trame russe (ammesso, naturalmente, che la ricostruzione Usa corrisponda a verità) per «influenzare» le elezioni presidenziali.nTra coloro che invocano insistentemente l'apertura dell'inchiesta, il senatore John McCain, repubblicano fortemente ostile a Trump e lo stesso che avrebbe «confessato» di aver ricevuto il fangoso dossier di cui sopra da un'ex spia britannica.

Ma Trump non molla
Nel suo ultimo battibecco con il capo (uscente) della Cia John Brennan, il tycoon ha già fatto sapere cosa pensi esattamente di tali ricostruzioni: per usare due parole ultimamente inflazionate – e spesso imputate proprio a Mosca – «fake news». Dal canto suo, Trump sembra comunque determinato a proseguire sulla sua strada, visto che, mentre anche i suoi uomini in audizione al Senato parevano sconfessare le sue intenzioni, ha confermato di voler chiudere il capitolo delle sanzioni alla Russia, addirittura riconoscendo la Crimea in cambio di un patto di limitazione delle armi nucleari.

L'esperto: impeachment altamente probabile entro 18 mesi
Eppure, c'è il rischio che la strada che attende il Presidente eletto dopo il 20 gennaio sia ancora più lastricata di ostacoli di quanto non lo sia stata fino ad ora. Secondo l'Independent, che ha interpellato diversi esperti politici, Trump potrebbe andare incontro addirittura all'impeachment. In particolare, secondo Angelia Wilson, docente all'Università di Manchester, l'ondata di scandali che ha assalito fino ad ora Donald Trump potrebbe spingere gli stessi repubblicani, che pure con Trump hanno vinto le elezioni, a far partire l'impeachment. Wilson definisce lo scenario «altamente probabile» nei primi 12-18 mesi della presidenza del tycoon.

I repubblicani gli si rivoltano contro
Trump, secondo Wilson, sarebbe infatti diventato un candidato insostenibile per gli stessi repubblicani, che già, durante le primarie e non solo, hanno largamente dimostrato una certa ostilità nei suoi confronti. Per tale ragione, ipotizza l'esperto, potrebbero voler marcare la propria distanza dal magnate per poter avere una nuova chance di rielezione.

Popolarità
Negli Stati Uniti, l'impeachment è il primo step di un processo a due fasi, che ha l'obiettivo di rimuovere un Presidente dal suo incarico per tradimento, corruzione, o altri misfatti gravi. Tuttavia, la questione è anche fortemente legata alla popolarità del Comandante in Capo e all'appoggio politico di cui può godere. Non c'è dubbio che il disgelo con Mosca che Trump intende perseguire sia largamente impopolare, sia tra i democratici che tra i repubblicani, paradossalmente i più intransigenti verso la Russia.

La centralità della «questione russa»
Sarebbe quindi proprio la «questione russa» l'elemento che potrebbe destabilizzare una presidenza Trump. Secondo Terrence Casey, esperto di Scienza Politica interpellato dall'Independent, l'impeachment negli Stati Uniti è anche un atto politico, e come tale deve essere considerato. Nel caso di Trump, il congresso repubblicano compirebbe un errore nel mettere sotto processo un Presidente del suo stesso partito, qualora costui godesse ancora di sostegno pubblico. Sostegno che però, secondo Casey, Trump potrebbe perdere qualora la storia del materiale «compromettente» in mano alla Russia fosse confermata come vera o, aggiungiamo noi, fatta passare come tale.

Conflitto di interessi
In più c'è la questione del conflitto di interessi, che potrebbe venire in soccorso di coloro che vogliono sbarrare a Trump la strada per la Casa Bianca. Il tycoon ha annunciato che trasferirà il controllo delle sue attività ai suoi figli, ma secondo alcuni tutto ciò potrebbe non essere sufficiente a sgomberare il campo da ogni sospetto o accusa.

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Le mire della Cia e degli oppositori politici
Ad ogni modo, è certamente quello russo il dossier più «papabile» per spalancare una crisi della portata descritta. Secondo Maurizio Blondet, il tentativo dell'intelligence americana, ampiamente sostenuto dall'establishment democratica e repubblicana, potrebbe proprio essere quello di delegittimare l'elezione di Trump, al punto da poterlo «togliere di mezzo» in breve tempo. A causa, tra le altre cose, delle sue posizioni «fuori dal coro» a proposito di alcuni pilastri indiscussi della politica estera americana, pilastri come la rivalità con la Russia, l'ampliamento della Nato e l'esportazione della democrazia.