18 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Lo riporta il Wall Street Journal

Con la vittoria di Trump Soros ha perso 1 miliardo di dollari

Brutte notizie per George Soros. Il celebre finanziere ungherese sostenitore di Hillary Clinton avrebbe perso ben 1 miliardo di dollari. Ecco come e perché

WASHINGTON - La vittoria elettorale di Donald Trump ha lasciato di sasso il mondo intero: pochi si aspettavano che quel tycoon dai modi tanto - per usare un eufemismo - politicamente scorretti potesse non solo diventare il candidato del partito repubblicano, ma addirittura il presidente degli Stati Uniti d'America. Ma qualcuno è rimasto più stupito di altri: in primis il noto finanziere ungherese George Soros, fervido sostenitore - si sa - di Hillary Clinton.

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Si attendeva un effetto Trump negativo
Secondo il Wall Street Journal, Soros avrebbe infatti scommesso al ribasso, non prevedendo il rally alimentato dall'effetto Trump, dovuto alle speranze per una deregulation, per un taglio delle tasse e per spese infrastrutturali volte ad alimentare la crescita economica degli Stati Uniti. Soros, con la sua Soros Fund Management LLC, sarebbe stato particolarmente cauto a novembre, e ancora di più dopo la vittoria di Donald Trump, che pensava avrebbe portato a una tempesta sui mercati finanziari.

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Una perdita milionaria
A posteriori, tale prudenza si è rivelata controproducente, visto che le aspettative dei mercati si sono infine riallineate sulla speranza che la vittoria di Trump avrebbe apportato benessere e crescita economica. A causa della sua scarsa fiducia nel tycoon americano, dunque, Soros avrebbe perso una cifra che, per il Wall Street Journal, si avvicinerebbe almiliardo di dollari. Non una tragedia, per un uomo che vanta un impero stimato (secondo Zero Hedge) a 30 miliardi; certamente, però, una perdita cospicua.

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Le ultime mosse di Soros
Soros sarebbe stato tra gli organizzatori e i finanziatori delle manifestazioni anti-Trump andate in scena a New York nei giorni successivi l'8 novembre. Come se non bastasse, la sua Open Society Foundation sarebbe compresanella lista di organizzazioni che supportano e finanziano il Poynter Institute, che metterà a punto criteri e modalità del servizio di fact-checking annunciato da Facebook dopo la polemica sugli hacker russi e sulle fake news. Qualche mese fa, il sito Dc Leaks ha pubblicato centinaia di file trafugati dalla potente Open Society Foundation, che proverebbero le strategie messe in atto dall'organizzazione per raggiungere l'obiettivo dell'«esportazione della democrazia occidentale» nel mondo. Al punto che, secondo gli hacker, Soros sarebbe «l'architetto o il finanziatore di più o meno ogni rivoluzione o colpo di stato degli ultimi 25 anni».