22 maggio 2022
Aggiornato 00:30
Un'italiana tra i dispersi

Berlino, il pachistano fermato non è l'attentatore. Killer in fuga

Il vero autore della strage di ieri a Berlino potrebbe non essere il 23enne pachistano arrestato dalla polizia, ma potrebbe essere ancora in fuga

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BERLINO - Il vero autore della strage di ieri a Berlino potrebbe essere ancora «in fuga e armato». Il giovane richiedente asilo pachistano, che è stato arrestato dalle autorità tedesche ed ha «respinto ogni accusa», non avrebbe avuto alcun ruolo nell'attentato al mercatino di Natale di Breitscheidplatz. Lo scrive Die Welt, citando la polizia di Berlino e ipotizzando che è stato preso «l'uomo sbagliato», mentre il capo delle forze dell'ordine della capitale corregge: «non siamo sicuri» di aver preso il killer.

E' stato terrorismo
Pochi dubbi ci sono invece sulla matrice «terroristica» della strage compiuta con un camion lanciato sulla folla: almeno 12 le vittime e 48 i feriti, 18 dei quali in gravi condizioni. Secondo quanto si è appreso, risulta dispersa una giovane italiana: il suo cellulare è stato ritrovato sul luogo dell'attentato e consegnato alla polizia. Si teme per la sua vita.

Una giornata difficile
«So che per noi tutti sarebbe particolarmente difficile da tollerare se si confermasse che a compiere quest'atto è stata una persona che ha chiesto protezione e asilo in Germania», ha detto durante una breve dichiarazione alla stampa la cancelliera Angela Merkel. «È per noi una giornata molto difficile. Ma noi continueremo a sostenere e dare sostegno alle persone che chiedono di integrarsi nel nostro Paese». «Poco importa far conoscere le motivazioni e il movente dell'aggressore, noi non dobbiamo farci togliere il nostro stile di vita fondato sulla libertà», ha dichiarato da parte sua il ministro De Maizière in una nota, in cui ha aggiunto che «i mercatini di Natale devono continuare (...) predisponendo adeguate misure di sicurezza».

Il sospettato pachistano
Il 23enne pachistano arrestato poco dopo la strage perché ritenuto, forse erroneamente, l'autista del camion è stato identificato come Naved B. e sarebbe entrato in Germania seguendo la rotta balcanica il 31 dicembre scorso. Qui si è registrato come profugo. Secondo quanto confermato dal ministro dell'Interno Thomas de Maizière, l'uomo «è poi comparso a Berlino a febbraio». Il sospettato era già conosciuto alla polizia per reati minori e, da subito, ha negato ogni suo coinvolgimento in quello che le autorità tedesche hanno ormai classificato come «un attentato»

Incertezze
 E dopo alcune ore di accertamenti, il capo della polizia di Berlino, Klaus Kandt, ha dovuto ammettere che «è effettivamente incerto che si tratti del conducente», dato che «le prove iniziali sono limitate». In un tweet, la polizia ha aggiunto: «restiamo particolarmente vigili». Intanto è ormai confermato che la persona morta trovata nella cabina del camion è di nazionalità polacca. Si tratterebbe di un parente del proprietario del mezzo, immatricolato in Polonia e giunto nella capitale tedesca dall'Italia con un carico di acciaio. «Non so cosa gli sia successo. E' mio cugino, lo conosco fin da bambino. Garantisco per lui», ha detto Ariel Zurawski. L'uomo è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco.