18 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Nuovo schiaffo all'agenda di Obama

Usa, per l'agenzia per l'Ambiente Trump sceglie un alleato dei big del petrolio

L'associazione americana che rappresenta i principali produttori di auto brinda alla scelta dell'uomo che - se confermato - guiderà la Environmental Protection Agency (Epa), l'agenzia che si occupa della protezione ambientale e della salute dei cittadini degli Stati Uniti

Il presidente eletto Donald Trump.
Il presidente eletto Donald Trump. Shutterstock

NEW YORK - L'associazione americana che rappresenta i principali produttori di auto brinda alla scelta dell'uomo che - se confermato - guiderà la Environmental Protection Agency (Epa), l'agenzia che si occupa della protezione ambientale e della salute dei cittadini degli Stati Uniti.

Alleato dell'industria dei carburanti e nemico dell'agenda di Obama
Nell'Alliance of Automobile Manufacturers figurano le americane Fca Us (controllata di Fiat Chrysler Automobiles), Ford, General Motors ma anche la giapponese Toyota e la tedesca Volkswagen. E sembra soddisfatta della decisione del presidente eletto Donald Trump su Scott Pruitt, segretario alla Giustizia dello Stato dell'Oklahoma. Il motivo? In lui spera per un allentamento delle regole sulle emissioni e l'efficienza energetica. Repubblicano, Pruitt è uno stretto alleato dell'industria del carburanti fossili e uno dei principali nemici dell'agenda del presidente uscente Barack Obama per affrontare il cambiamento climatico.

L'industria dell'auto brinda
Secondo Mitch Bainwol, a capo dell'alleanza, Pruitt è un «funzionario pubblico magnifico, un grande ascoltatore e un leader di buoni principi». Il mese scorso l'Epa ha accelerato il processo di revisione volto a determinare se c'è bisogno di cambiare i target in base ai quali i produttori di auto devono vendere veicoli capaci di percorrere 54,5 miglia per gallore entro il 2025. L'agenzia per la protezione ambientale ha proposto di tenerli invariati e potrebbe prendere una decisione finale prima del 20 gennaio, giorno dell'inaugurazione dei Trump come 45esimo presidente Usa. Originariamente un annuncio non era atteso prima del 2018. Bainwol, riferisce il Wall Street Journal, è impaziente di lavorare con Pruitt per «fare passi avanti nell'efficienza energetica e nella riduzione delle emissioni e allo stesso tempo nel proteggere i consumatori e i lavori del settore auto».

L'allarme degli ambientalisti
Sul versante opposto della barricata, cresce l'allarme dei gruppi ambientalisti, che temono le promesse elettorali di Trump in termini di protezione ambientale e lotta ai cambiamenti climatici, riassumibili nella cancellazione di quanto fatto dall'amministrazione Obama. Il presidente eletto ha anche segnalato l'intenzione di ritirare gli Usa dall'accordo di Parigi sul clima firmato a fine 2015 da 192 Paesi. E' vero che dopo l'elezione ha moderato i toni e si è detto «aperto di spirito» sulle questioni climatiche. E' vero che lunedì scorso ha ricevuto a New York l'ex vicepresidente Al Gore, paladino della lotta al surriscaldamento globale, e ieri ha visto l'attore Di Caprio, altro militante del settore, con la sua fondazioneLeonardo DiCaprio Foundation (LDF). Ma l'arrivo, da confermare, di Pruitt all'EPA significa allarme rosso. L'ex Attorney general dell'Oklahoma, 48 anni, ha impiegato buona parte del suo mandato a dare battaglia all'agenzia che ora si appresta a guidare.