21 maggio 2019
Aggiornato 20:00
Noto per il sito 'incendiario' Breitbart News

Chi è Stephen Bannon, l'uomo con cui l'ultradestra fa il suo ingresso trionfale alla Casa Bianca

Lo hanno definito «razzista» e «antisemita», per Trump è solo «un generale e un brillante stratega». Ma soprattutto, Stephen Bannon è l'uomo che porta l'estrema destra alla Casa Bianca

NEW YORK - C'è chi parla di un «razzista alla Casa Bianca». Per Donald Trump, è semplicemente «un generale e un brillante stratega». Di certo, la nomina di Stephen Bannon a consigliere e stratega del presidente degli Stati Uniti non poteva che far discutere. Perché con Bannon non ci sono più dubbi: l'ultradestra e le sue istanze approdano ufficialmente allo Studio Ovale.

Da Goldman Sachs al sito-Bibbia dell'ultradestra
Quasi 63enne nato in Virginia, il nuovo consigliere del Presidente ha studiato alla Virginia Tech e alla Georgetown University, specializzandosi in Economia alla Harvard Business School. Tante e varie le esperienze professionali: è stato un ufficiale di Marina, ha lavorato per Goldman Sachs, ha cofondato un centro di studi di orientamento conservatore, è stato investitore a Hollywood e produttore di film, sitcomtv e documentari, e nel 2012 è diventato presidente esecutivo di Breitbart News, uno dei principali siti di estrema destra in America. Breitbart è la Bibbia sul web per l’«alt-right», la «destra alternativa» a cui Trump ha strizzato l'occhio durante tutta la sua campagna elettorale. Una destra composta prevalentemente da giovani bianchi, che vedono multiculturalismo e immigrazione come gravi minacce per gli Stati Uniti.

L'incendiario
Trump e Bannon si conoscono da tempo, e quest'ultimo ha reso il suo sito Breitbart una sorta di organo non ufficiale della campagna del magnate. Ma solo nell'agosto 2016, The Donald ha deciso di affidare ufficialmente a Bannon un ruolo nella sua campagna, rendendolo chief executive. Il nuovo braccio destro di Trump si è fatto strada a colpi di titoli, per così dire, «incendiari», tacciati di razzismo, antisemitismo o sessismo. Cruciale, per lui, l’ultimo decennio: dai documentari sulla nascita dei Tea Party, al ruolo di consigliere di Sarah Palin, fino a quello di impresario di gruppi dell’estrema destra, compresi quelli dei nazionalisti bianchi e dei «white supremacist».

Critiche
Da qui, le tante critiche suscitate dalla sua nomina. Che, secondo il Council on American-Islamic Relations, «rende l'appello all'unità di Trump una presa in giro». L'accusa a Bannon è quella di aver trasformato il suo sito in uno strumento di «propaganda etnica e di nazionalismo bianco», con posizioni «razziste» e, aggiunge l'Anti-Defamation Legue, «antisemite». Per questo le principali associazioni di ebrei e musulmani negli Usa chiedono che il presidente eletto faccia un passo indietro sulla nomina: «Bannon deve andare via se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti».

... anche dai repubblicani
Anche all’interno del Partito Repubblicano ci sono state diverse lamentele: John Weaver, consigliere del governatore dell’Ohio John Kasich e del senatore John McCain, ha consigliato all’America di «stare attenta» perché «la destra razzista, fascista ed estrema è rappresentata all’uscio dello Studio Ovale»; Pete Wehner, consigliere dell’amministrazione di George W. Bush, ha detto che il movimento dell’alt-right non dovrebbe essere rappresentato nella Casa Bianca.

Lo stratega della comunicazione dell'«alt right»
Difficile, però, che Trump faccia un passo indietro su Bannon, che rappresenta il suo legame a doppio filo con la base. E che, soprattutto, è un vero stratega, seppur «incendiario» della comunicazione. Le sue offensive fanno scalpore, e, soprattutto, fanno centro. E' stato Bannon, ad esempio, a rivelare i vizietti sessuali online di Anthony Wiener, politico democratico marito dell'assistente di Hillary Clinton, Huma Abedin, e a finanziare il tracking del traffico Internet dell'uomo tendendogli la trappola che ne stroncherà la carriera. E' stato Bannon, anche, a occuparsi della promozione di «Clinton Cash», il libro di Peter Schweizer che documenta alcuni casi di uso distorto o improprio dei fondi della Fondazione Clinton, da cui è nata la seconda inchiesta dell’Fbi contro la candidata democratica. Bannon ha anche contribuito a stroncare la candidatura di Jeb Bush alle primarie. Insomma, Bannon è un ottimo conoscitore delle delle strategie della comunicazione politica. Ma è soprattutto l'uomo grazie al quale l'estrema desta fa il suo ingresso trionfale alla Casa Bianca.