27 settembre 2021
Aggiornato 08:00
Mentre la Clinton punta sulla questione delle armi

Strage Orlando, Trump: stop agli immigrati musulmani che vogliono entrare negli Usa

Donald Trump, dopo la strage di Orlando, ha puntato sul fattore islamico dell'attentatore per rilanciare l'idea di bandire i nuovi arrivi di musulmani nel Paese

WASHINGTON - Non ha perso tempo Donald Trump per cercare di sfruttare il massacro di Orlando in chiave elettorale, rilanciando la sua proposta di bando all'ingresso di migranti musulmani negli Usa. «Facciamo entrare oltre 100.000 migranti dal Medio Oriente ogni anno destinati a restare», ha dichiarato il praticamente certo candidati repubblicano alla Casa Bianca, «dall'11 settembre, centinaia di migranti e i loro figli sono risultati implicati in fatti di terrorismo negli Usa».

Comizio
Il nuovo affondo di Trump è scattato via Twitter ieri sera e continuerà oggi, a un comizio in agenda a Manchester, New Hampshire: aveva fatto sapere che sarebbe stato incentrato su critiche alla sfidante democratica Hillary Clinton, ma dopo la strage con almeno 50 morti nel gay club di Orlando il focus diventerà la sicurezza nazionale.

«Può solo peggiorare»
I due filoni si incrociano da tempo nel menù elettorale di Trump e ancora più da ieri sera. «Ho detto che sarebbe accaduto e può solo peggiorare», ha affermato il magnate aspirante presidente in un comunicato, sostenendo che Clinton alla presidenza significherebbe «centinaia di migliaia» di nuovi arrivi dal Medio Oriente. «E non avremo modo di monitorarli, di stanziare fondi o di evitare la radicalizzazione della seconda generazione».

Terrorismo al centro del dibattito elettorale
Con il più sanguinoso attacco su suolo americano dopo gli attentati alle Torri Gemelle, la minaccia terroristica dominerà per mesi il dibattito elettorale, prevedono gli analisti. «Io cerco di salvare delle vite e prevenire il prossimo attacco terroristico - ha martellato ieri Trump - non ci possiamo più permettere il politicamente corretto».

Il dibattito sulle armi
In effetti, il massacro di Orlando è con ogni probabilità destinato a rintuzzare anche il dibattito sulle armi tanto centrale negli Stati Uniti in questi anni. I due candidati alla Casa Bianca, Hillary Clinton e Donald Trump, hanno espresso pareri completamente diversi sul tema. Mentre la Clinton chiede controlli più severi, Trump ha cercato e ottenuto l’appoggio della National Rifle Association e degli attivisti pro-gun (in una sua famosa dichiarazione alla stampa, ha affermato con orgoglio di avere «il porto d’armi» e di sapere «come si usa una pistola»).

La dichiarazione della Clinton
Con un tweet, Clinton ha detto di essersi «svegliata per ascoltare le news devastanti dalla Florida». Più tardi, in una dichiarazione più elaborata, la candidata democratica ha affermato: «dobbiamo tenere armi come quelle usate la scorsa notte lontano dalle mani dei terroristi o di altri violenti criminali. Questo è il più terribile massacro nella storia degli Stati Uniti e ci ricorda una volta di più che armi da guerra non devono avere posto nelle nostre strade. E’ arrivato il momento di unirci e fare di tutto per difendere le nostre comunità e il Paese».

Fattore islamico
Trump, invece, ha puntato unicamente sul fattore islamico, e ha addirittura chiesto al presidente Obama di dimettersi enfatizzando le origini dell’autore della strage: «Il terrorista, Omar Mir Saddique Mateen, è il figlio di un immigrato dell’Afghanistan che ha apertamente dichiarato il suo sostegno per i talebani afghani… Secondo l’istituto di ricercaPew, il 99 per cento della gente in Afghanistan appoggia l’oppressiva legge della Sharia»

(Fonte Askanews)