5 aprile 2020
Aggiornato 03:30
Basato sul libro 'Clinton Cash', di giornalista conservatore

Usa 2016, bufera sulla Clinton: spunta il documentario sugli «affari di famiglia»

Guai in vista per Hillary Clinton. In concomitanza della convention democratica di luglio, uscirà un documentario che farà imbarazzare la candidata democratica

NEW YORK - Guai in vista per Hillary Clinton. In concomitanza della convention democratica di luglio, dove l'ex first lady dovrebbe essere incoronata come candidata alla Casa Bianca, uscirà un documentario basato sul libro «Clinton Cash», scritto dal commentatore conservatore Peter Schweizer. Pubblicato un anno fa tra mille polemiche, il libro si concentra su come la famiglia Clinton sia riuscita dal 2001 a rastrellare centinaia di milioni di dollari, attraverso mezzi poco chiari: dai discorsi strapagati tenuti da Bill Clinton alle accuse di conflitto di interessi che riguarderebbero la stessa Hillary, la quale - durante la sua attività come segretario di Stato dal 2009 al 2013 - avrebbe ricevuto ingenti donazioni da capi di Stato per la Clinton Foundation.

Il documentario che fa scalpore
Ora su questo libro è stato girato un documentario di circa un'ora, che - come ha scritto The Guardian - vorrebbe non soltanto riprendere i contenuti del libro ma anche puntare duramente il dito contro lo strapotere delle lobby e delle élite: un messaggio che preoccupa non poco l'ex first lady, da sempre impegnata a scrollarsi di dosso l'immagine di candidata dell'establishment. E adesso dalle parti del suo staff si teme un polverone simile a quello scatenatosi nel maggio 2015 all'uscita del libro.

Un complotto?
All'epoca i Clinton replicarono che si trattava di un tentativo vigliacco per abbattere la loro fondazione, tirando in ballo il complotto repubblicano. E non è comunque un mistero che dietro all'operazione vi siano personaggi legati alla galassia del Grand Old Party: dall'autore, Peter Schweizer, ex scrittore dei discorsi di George Walker Bush, al produttore, Stephen Bannon, noto per le sue simpatie di destra. D'altronde, entrambi hanno apertamente ammesso di essere intenzionati a influenzare il dibattito elettorale che vedrà presumibilmente protagonisti Hillary Clinton e Donald Trump per le elezioni presidenziali di novembre. In particolare, Bannon ha dichiarato al Guardian come il documentario non sia solamente diretto agli elettori repubblicani ma anche ai sostenitori del candidato socialista Bernie Sanders.

Ancora nessuna dichiarazione
Per il momento, lo staff dei Clinton non ha rilasciato dichiarazioni sul film. L'ex first lady teme delle conseguenze elettorali: soprattutto con la sinistra del partito, che non la ama e con grandi difficoltà accetterà di compattarsi dietro di lei. E questo documentario potrebbe costituire un'ulteriore tegola su una campagna elettorale molto difficile.

(Fonte Askanews)

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