20 agosto 2019
Aggiornato 13:30
Ma è ancora lunga la strada fino alle convention di luglio

Usa 2016, in Wisconsin Sanders vola, Trump crolla

Bernie Sanders è riuscito ieri a sferrare un nuovo colpo a Hillary Clinton. Sul fronte repubblicano, Trump non ce la fa e soccombe a Cruz

NEW YORK -  Qualche giorno fa aveva detto che non avrebbe abbandonato la campagna elettorale e che sarebbe andato fino in fondo. Ora Bernie Sanders ha dato un nuovo colpo a Hillary Clinton, vincendo le primarie in Wisconsin con un buon vantaggio: in attesa dei risultati definitivi, 56% dei voti e l'ex segretario di Stato attorno al 44%. Certo la distanza tra i due candidati è ancora molto ampia, ma con questa vittoria e lo stato di New York alle porte (dove si voterà il prossimo 19 aprile) le possibilità per i candidato liberal di accorciare lo spazio che lo separa dalla ex first lady ora sembrano più reali. E soprattutto la sconfitta per Hillary mette in luce come la candidata sia in un momento difficile e che la nomination del partito alla convention di luglio a Philadelphia non sia ancora scontata.

Un programma rivoluzionario
Sempre ieri Sanders ha pubblicato i dettagli della sua intervista di venerdì scorso al New York Daily News per la quale aveva ricevuto molte critiche. Il senatore del Vermont infatti aveva detto di voler smantellare le banche e mettere fine al loro strapotere, senza tuttavia dare delle spiegazioni precise sui programmi per farlo. E così sono arrivati centinaia di attacchi sul suo populismo privo di dati reali. Tornando al voto di ieri, la vittoria di Sanders non consente al candidato di portare a casa un buon numero di delegati rispetto alla sua sfidante, che ora ha 1.742 delegati contro i 1.051 dello sfidante, secondo i conteggi di Cnn. Ma gli permette di rafforzare la sua posizione e la sua campagna elettorale in vista di New York. Uno stato molto importante sia dal punto di vista dei delegati che per la storia personale dei due politici. Sanders è infatti nato e cresciuto a Brooklyn, mentre Hillary è stata eletta da qui al Senato e New York è la città in cui vive e dove ha il suo quartiere generale. Infine il risultato di ieri potrebbe spingere alcuni superdelegati ad abbandonare Clinton e a passare nelle fila di Sanders. Una condizione essenziale per iniziare la rimonta su Hillary che Bernie crede ancora possibile.

Il tracollo di Trump
Alla fine Trump è crollato in Wisconsin. Dopo una settimana di attacchi frontali e di gaffe, il controverso candidato alle primarie del partito repubblicano non ha retto. Ted Cruz lo ha superato di 20 punti percentuali, portando a casa una vittoria fondamentale, non tanto per i delegati (24 in tutto), ma per il morale. Perché in molti pensano - e sperano - che proprio dal Midwest possa iniziare il collasso del miliardario di New York, che finora ha dominato la campagna elettorale dentro e fuori dalle urne. Si tratta infatti della prima vera vittoria di Cruz da quando aveva di pochissimo battuto Trump nei caucus dell'Iowa, l'appuntamento che ha aperto le primarie. Sembra infatti che la campagna dell'establishment del partito per fermare il candidato populista stia iniziando a sortire i suoi effetti.

Una vittoria per Cruz
La vittoria di ieri sera per Cruz - con circa il 52% dei voti contro il 31% di Trump- rappresenta inoltre un importante passo in avanti, segno che il senatore del Texas riesce a fare presa anche su altri elettori e non solo sugli ultra conservatori e sulla destra religiosa. Nelle prossime settimane però dovrà dare prova di saper mantenere la sua posizione in un contesto difficile. Si voterà in alcuni stati del nordest e a New York, considerato una roccaforte del miliardario. Male invece quello che ormai è diventato il terzo in comodo, il governatore dell'Ohio John Kasich che ha superato di poco il 10%, nonostante abbia passato molto tempo a fare campagna elettorale in Wisconsin. Ma quella del Wisconsin per Cruz è soprattutto una vittoria psicologica che arriva 15 giorni dopo il grande momento di Trump, quando travolse tutti in Florida e portò Marco Rubio a sospendere la sua campagna. Ieri invece ha vacillato. E questo passo falso del miliardario per l'establishment rappresenta una nuova possibilità di arrivare a una convention contestata a luglio.

(Con fonte Askanews)