30 settembre 2020
Aggiornato 21:00
Il punto di vista dell'intelligence

Dopo Bruxelles, gli esperti: 2015 difficile, ma il 2016 sarà terribile

Le forze di polizia, dicono gli esperti, sono sopraffatte, non si possono prendere tutti. Gli attacchi dimostrano che erano pronti, e che saranno pronti presto per colpire altre città

BRUXELLES - Gli attacchi terroristici che sono avvenuti a Bruxelles dimostrano che la rete jihadista in Europa è capace di organizzare e perpretrare attentati mortali di grandi dimensioni, qualunque sia la pressione delle forze di polizia e in qualsiasi luogo. E' questa la posizione di esperti e responsabili intervistati da Afp.

Una vendetta dopo l'arresto di Salah
Il "2015 è stato difficile, credo che il 2016 sarà terribile", ha confidato un rappresentante della lotta anti-terrorismo che ha chiesto di rimanere anonimo. "Gli attacchi di Bruxelles sono chiaramente una vendetta dopo gli arresti, è un'escalation. Dimostrano che si tratta di uomini pronti in qualsiasi momento a operazioni kamikaze, con armi e esplosivi", ha aggiunto. "Il loro messaggio è: 'Siamo ancora qui, non ci potete fermare' - ha sottolineato - In Francia, ma anche in Europa, c'è motivo di preoccuparsi». E ancora: "Stiamo subendo un'ondata di terrorismo molto forte, che possiamo fermare solo parzialmente. Prendere alcuni gruppi, non ci sono mi stati tanti arresti, ma non li potremo prendere tutti. E' impossibile. Siamo sommersi".

"Erano pronti"
I recenti arresti nell'ambito dell'inchiesta sugli attentati di Parigi di novembre hanno consentito si smantellare una parte della rete di jihadisti inviati dall'Isis in Europa, ma alcuni sospetti sono ancora in fuga. E soprattutto altri presunti jihadisti, che non entrano nel radar delle forze dell'ordine, hanno dato prova di poter entrare in azione. Per Thomas Hegghammer, esperto del Defense Research Establishment norvegese gli attentati di Bruxelles "provano che erano pronti. Non si può organizzare un'operazione di questo tipo in 48 ore. E supponendo che questi attacchi siano più o meno legati alla cellula di Parigi, è la prima volta che la stessa rete è capace di colpire due volte in modo così forte». Prima di morire, il presunto capo del commando di Parigi Abdelhamid Abaaoud aveva confessato a una persona a lui vicina che era entrato in Francia "senza documenti ufficiali" accompagnato da altri 90 uomini, "siriani, iracheni, francesi, tedeschi e inglesi». E aveva anche preannunciato nuovi attentati "peggiori".

"Non è un problema solo belga"
"Le critiche contro la polizia belga è ingiustificata - ha aggiunto un alto responsabile francese - lavorano bene, ma sono sopraffatti dal numero, come tutti i loro colleghi europei. Temo che tutti noi subiremo la nostra parte di attacchi». "La cosa più inquietante - ha aggiunto - è che gli attentati di martedì sono stati portati da kamikaze mobilitati nell'immediato. Contro questo non possiamo fare nulla. Nessuno può. Anche i soldati che pattugliano non sono sufficienti. Se hai un colpo di fortuna: c'è un giovane con una borsa, lo fermi, lo controlli e bingo. Ma in aeroporto, all'ora di punta, immaginate, è impossibile. E se vuoi mettere i controlli dei bagagli all'ingresso, crei delle file d'attesa all'esterno, un bersaglio ideale, è ancora più pericoloso». "E' una questione di reti e lì loro sono forti - ha spiegato Thomas Hegghammer - Oggi è successo in Belgio, ma la stessa cosa può accadere altrove. E' importante non pensare che si tratti di un problema belga.