21 maggio 2022
Aggiornato 23:00
Verso le primarie in New Hampshire, il nuovo dibattito

Ora i repubblicani temono Rubio

Questa volta Donald Trump c'era, ma il protagonista dell'ultimo dibattito tra i repubblicani è stato il sempre più temibile Marco Rubio

NEW YORK - Questa volta Donald Trump c'era, ma il vulcanico aspirante presidente americano - che ha disertato il precedente confronto, in polemica con la conduttrice di FoxNews Megyn Kelly - è rimasto sullo sfondo dell'ottavo dibattito tra candidati repubblicani, l'ultimo prima delle primarie di martedì nel New Hampshire. Un botta e risposta tutto giocato su attacchi concentrici a Marco Rubio, astro in ascesa della corsa alla Casa Bianca e quindi diventato il nuovo bersaglio prioritario. Così, Trump ha dichiarato di aver vinto il confronto, tuttavia al centro c'è stato il 44enne senatore della Florida, accusato dagli sfidanti di recitare su copione e non avere la statura per arrivare alla meta prefissa.

Sempre più temibile Rubio
Arrivato terzo, ma visto come il vero 'vincitore' dei caucus dell'Iowa, la performance di Rubio alle prime primarie sarà cruciale. Ed è stato il governatore del New Jersey, Chris Christie, a lanciare l'attacco più duro. «Marco, il fatto è che se diventi presidente degli Stati Uniti, il discorsino memorizzato di 30 secondi in cui racconti quanto grande sia l'America, alla fine non è che risolva i problemi», ha detto, orchestrando le accuse a Rubio di usare discorsi pre-confenzionati, spesso ripetitivi. «Smettiamola con questa storia inventata su Barack Obama che non sa cosa sta facendo: lo sa benissimo cosa sta facendo», ha ripetuto ad esempio il candidato più amato dal partito. «Ecco qua, il discorsino imparato a memoria di 25 secondi», lo ha subito interrotto Christie.

La posta in gioco per Trump
Donald Trump, osservano i principali quotidiani Usa oggi, ha beneficiato del cambio di bersaglio, ma ha comunque ricevuto qualche fendente, ad esempio da Jeb Bush, che lo ha accusato di aver cercato di sottrarre una proprietà ad una anziana di Atlantic City. «Jeb vuole fare il duro stasera», lo ha rintuzzato il miliardario. In New Hampshire, Trump è in vantaggio di 35 punti percentuali nei sondaggi tra probabili votanti alle primarie, qualcosa come 21 punti davanti a Rubio, secondo l'ultimo rilevamento di 7News/University of Massachusetts Lowell. Ma la posta in gioco per lui è comunque alta: deve vincere e vincere bene se vuole ricostruire la sua aura di invincibile dopo il secondo posto nell'Iowa. In realtà per l'Iowa i sondaggi prevedevano che avrebbe prevalso il senatore Ted Cruz, come poi avvenuto, ma per il facoltoso ed effervescente imprenditore che punta alla Casa Bianca è stata comunque una batosta. Così martedì ha bisogno di riaffermare la sua leadership e rilanciare il South Carolina, dove si terranno il 20 febbraio le seconde primarie.

(Con fonte Askanews)