19 settembre 2019
Aggiornato 16:30
Dole e Palin

Usa 2016, 2 illustri endorsement per Donald Trump

In queste settimane, si stanno susseguendo gli 'endorsement' ai candidati democratici e repubblicani, e Donald Trump ne ha ottenuti due piuttosto illustri

NEW YORK - In queste settimane, si stanno susseguendo gli 'endorsement' ai candidati democratici e repubblicani, in vista dell'inizio delle primarie, da cui usciranno i due contendenti per la presidenza degli Stati Uniti. A far notizia, ieri, è stata invece, soprattutto, una bocciatura senza appello: quella di Bob Dole nei confronti di Ted Cruz, in un'intervista al New York Times.

Tra Cruz e Trump
Secondo l'ex senatore e deputato del Kansas e candidato repubblicano alla Casa Bianca nel 1996, quando vinse Bill Clinton, il partito subirebbe un «cataclisma» e affronterebbe «perdite su larga scala in Congresso e tra governatori e parlamenti statali», se Cruz dovesse ottenere la nomination, perché «il nostro partito non è così a destra». Molto meglio, per Dole, è Donald Trump.

Fedeltà al partito
«Ho dei dubbi sulla sua fedeltà al partito. Non so quante volte gli abbia sentito dire la parola 'repubblicano'. Non molto spesso» ha detto Dole, parlando di Cruz. Al suo posto, il senatore usa spesso la parola «conservatore», ha aggiunto Dole, che poi ne ha scelta un'altra, per il candidato: «Estremista». «Non so come potrebbe trattare con il Congresso: Cruz non piace a nessuno». Per Dole, che ha 92 anni, Trump «probabilmente lavorerebbe con il Congresso, perché lui ha la giusta personalità ed è uno capace di trovare un accordo». Per Dole, che ha occupato un seggio in Congresso per 35 anni e che ha vinto due volte i caucus dell'Iowa, Cruz ha «convinto gli elettori dell'Iowa di una cosa falsa, ovvero che sia un conservatore tradizionale».

Trump persona giusta
L'unica persona in grado di impedirgli di ottenere la nomination «credo sia Trump». Dole ha poi ribadito il suo deciso sostegno a Jeb Bush, nonostante i suoi problemi in campagna elettorale, e ha espresso apprezzamento anche per Marco Rubio e Chris Christie. Dole ha aggiunto che per Hillary Clinton sarebbe più difficile battere Trump che Cruz. L'ostilità di Dole verso Cruz dipende anche dall'attacco che il senatore del Texas ha portato nei confronti dell'ex candidato, «una scelta sbagliata» del partito per le elezioni presidenziali, come «McCain e Romney». Dole è uno dei membri più importanti del cosiddetto «establishment» repubblicano, una parola «che non ha significato», usata da Cruz e altri candidati per attaccare il partito. «Cruz è in Senato, allora forse ne fa parte anche lui» ha commentato l'ex candidato alla Casa Bianca.

Qualcuno di nuovo
Anche l'ex leader del Tea Party negli Stati uniti, Sarah Palin, ha annunciato il suo sostegno a Donald Trump alle primarie repubblicane per il candidato alla Casa Bianca, invitando tutti gli americani a votare per il miliardario Usa. «Abbiamo bisogno di qualcuno di nuovo, che ha il potere e la capacità di far saltare l'establishment», ha spiegato Sarah Palin, durante un incontro elettorale con Trump ad Ames, in Iowa. Gli altri candidati, sostenuti dalle élite, «portano l'abito del politicamente corretto come una cintura esplosiva. Siete pronti ad avere un comandante in capo che lascerà i nostri guerrieri fare il loro lavoro e prenderà a calci nel sedere lo Stato islamico?», ha insistito Palin, alludendo a Trump. «Fin dall'inizio, ho pensato che se avessi dovuto lanciarmi, avrei dovuto ottenere il suo sostegno», ha detto da parte sua Donald Trump. «E' una donna che sente le cose, che le conosce meglio di chiunque altro», ha aggiunto il miliardario Usa.

(Con fonte Askanews)