20 febbraio 2020
Aggiornato 11:00
Il presidente difende la sua decisione su NYTimes

Trump contro Obama: «Non ci toglierà le nostre armi»

Dopo il commosso discorso di Obama contro l’abuso delle armi da fuoco negli Usa, le critiche non si fanno attendere: soprattutto, da parte di Donald Trump

NEW YORK - Dopo il commosso discorso di Obama contro l’abuso delle armi da fuoco negli Usa, le critiche non si fanno attendere: soprattutto, da parte di Donald Trump, che, durante un comizio in New Hampshire dove il 9 febbraio si svolgeranno le primarie, ha dichiarato: «Il Secondo emendamento è troppo importante, non ci toglieranno le nostre armi».

Le critiche di Trump
Trump ha criticato il presidente Obama per aver aggirato il Congresso, dove la maggioranza repubblicana è  contraria alle misure di controllo invise alla lobby delle armi: «Non sarebbe stato carino convocare il Congresso e farlo nel vecchio modo?». Il candidato repubblicano ha anche dichiarato a sorpresa di credere alle lacrime di Obama: «A dire il vero, credo che sia stato sincero, so che probabilmente perderò cinque punti nei sondaggi per aver detto questo». Ciò non toglie che la mossa del presidente non gli sia piaciuta per nulla, al punto da farne un punto forte della sua camoagna elettorale, promettendo ai suoi simpatizzanti che, se eletto, annullerà immediatamente il provvedimento.

Obama sul NYTimes
Di tutt'altro avviso Obama. «L'epidemia della violenza delle armi nel nostro Paese è un'autentica crisi. Morti e feriti causati dalle armi da fuoco sono una delle minacce più gravi alla salute e alla sicurezza del popolo americano». Con queste parole inizia un pezzo, firmato da Barack Obama, sulla pagina delle «opinioni» del New York Times. Il presidente degli Stati Uniti ricorda che ogni anno, nel Paese, 30.000 americani muoiono a causa delle armi: «suicidi, violenza domestica, sparatorie fra gang, incidenti». Sono centinaia di migliaia gli americani che «hanno perso i loro fratelli e sorelle o che hanno seppellito i loro figli», ricorda il presidente americano, sottolineando come gli Usa siano «l'unica nazione del mondo sviluppato che assiste a questo tipo di violenza di massa con questa frequenza».

Proteggere gli americani
Per questa ragione Obama sostiene che «una crisi nazionale di questa portata necessiti di una risposta a livello federale", ma riconosce che una riforma "non ci sarà nel corso della mia presidenza», «con questo Congresso». Ciò nonostante, il presidente americano invita ognuno a fare la sua parte, a compiere «quei passi che possono adesso salvare vite umane». «Tutti noi abbiamo responsabilità». Quindi Obama elenca una serie di misure «per proteggere gli americani» che includono maggiori controlli su coloro che vendono armi, accesso facilitato ai trattamenti per disturbi mentali e una tecnologia migliore in materia di sicurezza delle armi da fuoco. Queste misure, ha precisato Obama, non saranno risolutive, ma «se anche salveranno una sola vita, ne sarà valsa la pena».

Cambiare? Difficile, ma doveroso
Obama si impegna inoltre «come cittadino» a non votare né a fare campagna per un candidato che non sostenga una riforma del business delle armi. Poi invita tutti «a fare la propria parte», dai possessori di armi all'industria delle armi. E su questa lobby Obama punta il dito, definendola «del tutto irresponsabile»«Cambiare sarà difficile e non accadrà dalla notte al giorno» - conclude Obama - paragonando questo passaggio della storia americana a quello del diritto delle donne al voto, dell'affrancamento degli afroamericani e dei diritti degli omosessuali. «Questi momenti rappresentano al meglio il popolo e la democrazia americani (...) Se affronteremo (la sfida delle armi, ndr.) con la stessa audacia, raggiungeremo il cambiamento che vogliamo. E lasceremo ai nostri figli un Paese più forte e più sicuro».

(Con fonte Askanews)