23 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Per ora, preferisce inseguire i donatori: strategia vincente?

Usa 2016: Rubio, candidato troppo lontano dagli elettori?

Eccessiva sicurezza o strategia vincente? In questi giorni, negli Stati Uniti si sta prestando molta attenzione alla candidatura alla Casa Bianca di Marco Rubio, volto giovane e moderno che piace all'establishment

NEW YORK - Eccessiva sicurezza o strategia vincente? In questi giorni, negli Stati Uniti si sta prestando molta attenzione alla candidatura alla Casa Bianca di Marco Rubio, volto giovane e moderno che piace all'establishment. Al contrario di molti suoi rivali per la nomination repubblicana, a partire da Donald Trump e Ted Cruz, i più premiati dai sondaggi, il candidato di origini cubane sta evitando i grandi comizi, le interviste, gli interventi sui social network, mantenendo una posizione più defilata di fronte al pubblico.

Donatori molto ricchi
Quel che è certo, è che Rubio sta attirando il sostegno di donatori molto ricchi e influenti, necessario per ottenere la nomination: recentemente, ha ottenuto quello dei miliardari Paul Singer e Kenneth Griffin ed è il favorito, secondo il Washington Post, per ottenere quello di Sheldon Adelson.

Qualità
Il senatore della Florida, al primo mandato in Congresso, ha molte qualità che potrebbero aiutarlo a vincere a livello nazionale: una convincente biografia, giovinezza, carisma e intelletto. Per attirare i voti degli elettori degli Stati che per primi si esprimeranno, a partire dal primo febbraio, serve però uno sforzo diverso: andare tra la gente, farsi conoscere. Piacere che gli elettori, però, non hanno ancora provato.

I problemi
Anche se ha programmato una serie di incontri in Iowa, il primo Stato a votare, Rubio è restato generalmente vicino all'area metropolitana di Des Moines. La sua ridotta volontà di rispondere alle domande del pubblico e di interagire con i giornalisti che lo seguono non facilitano certamente l'avvicinamento agli elettori. «Nessuno vincerà con una campagna elettorale sui media o condotta a New York o Washington. Non corteggiando l'establishment, i grandi donatori, o sperando nell'aiuto dei media. Le campagne elettorali sono fatte per cercare il sostegno degli elettori» ha commentato Cruz, giorni fa, parlando ai giornalisti di Rubio.

Vittoria tutt'altro che garantita
Molti attivisti ed esperti gli rinfacciano i suoi presunti errori, ma Rubio reagisce con relativa indifferenza, lasciando intendere che faccia parte della sua strategia. Rubio, scrive The Hill, è tra i primi quattro candidati nei sondaggi in ciascuno dei primi quattro Stati a votare, ovvero Iowa, New Hampshire, South Carolina e Nevada, ma la vittoria appare ovunque tutt'altro che garantita; la storia recente delle elezioni, sottolineano i media americani, dimostra che nessuno ottiene la nomination senza vincere almeno in uno dei primi tre Stati. Il New Hampshire, grazie al suo elettorato meno ideologizzato e conservatore, è lo Stato dove probabilmente Rubio ha più possibilità di vincere.

Sondaggi
Secondo la media dei sondaggi di Real Clear Politics, in New Hampshire Rubio è secondo con il 12% insieme a Cruz, alle spalle di Trump, saldamente in testa con il 28,3%, e le ultime nove rilevazioni gli assegnano sempre tra l'11 e il 14% delle intenzioni di voto. In Iowa, Stato dove è decisivo l'elettorato evangelico, sarà una sfida tra Cruz e Trump, che hanno rispettivamente il 30,2% e il 26,2% delle intenzioni di voto, seguiti da Rubio al 12,3 per cento. In South Carolina, Trump ha il 33,7% delle intenzioni di voto, seguito da Cruz (19,3%) e Rubio (12,7%); in Nevada, dove domina Trump (38%) nell'ultimo sondaggio recente, Rubio è quarto con il 7 per cento. Un cattivo risultato in Iowa, poi, potrebbe avere ripercussioni anche negli altri Stati.

Fiducioso
Il suo staff non sembra preoccupato: «Rubio è capace di competere nei primi quattro Stati e negli altri 46; siamo fiduciosi che, una volta che gli elettori dei primi Stati conosceranno Marco e ascolteranno il suo messaggio per un nuovo secolo americano, continuerà a crescere nei sondaggi» ha detto Alex Conan, direttore della comunicazione elettorale di Rubio, a The Hill. D'accordo con lui è Alex Vogel, stratega repubblicano che non sta lavorando con alcun candidato alla presidenza, secondo cui non c'è bisogno di farsi prendere dall'ansia: l'importante è restare competitivi per la lunga battaglia, «con tutto il rispetto per l'Iowa».

(Con fonte Askanews)