7 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Dopo la conferenza di Roma

Libia, Parigi avverte: «L'Isis punta ai pozzi di petrolio». Ma esclude un intervento militare

Il ministro della Difesa francese ha allertato la comunità internazionale sulla capacità di espansione dell'Isis in Libia, ma ha escluso un intervento militare nel Paese

PARIGI - I jihadisti dello Stato islamico (Isis), già insediati lungo le coste libiche, hanno cominciato a «penetrare verso l'interno» della Libia per prendere il controllo dei pozzi di petrolio. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian. «Sono a Sirte, hanno esteso il loro territorio lungo 250 chilometri di costa, ma stanno cominciando a penetrare verso l'interno e ad avere la tentazione di prendere il controllo dei pozzi di petrolio e delle riserve di greggio», ha detto alla radio RTL.

No all'intervento militare
Il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha escluso un intervento militare contro i jihadisti dello Stato islamico (Isis) in Libia, perchè i libici «hanno i mezzi militari per fermare l'avanzata dell'Isis», a condizione che arrivino a un accordo politico. «E' essenziale che cessi il conflitto interlibico» per scongiurare una «vittoria militare dell'Isis», ha detto oggi il ministro a radio RTL. «Fortunatamente questa consapevolezza comincia a farsi strada sia a Tripoli che a Tobruk e noi riteniamo che i colloqui in corso sotto la mediazione di Martin Kobler, l'inviato speciale delle Nazioni Unite, così come la conferenza di Roma di ieri porteranno a una soluzione politica», ha aggiunto.

Nuovi scontri
Almeno 10 civili morti ed un numero imprecisato di feriti. Sarebbe questo il bilancio di scontri scoppiati oggi a Tripoli tra «milizie contrapposte» all'indomani dell'appello lanciato da Roma per un cessate-il-fuoco nel Paese Nordafricano finito nel caos dopo la caduta del regime del colonnello Muhammar al Gheddafi nella primavera del 2011. Lo riferiscono oggi media locali. Secondo quanto scrive il sito d'informazione libico «Roaya News», gli scontri sono scoppiati nella zona di Tagiura, una cittadina che appartiene alla municipalità di Tripoli che si trova nella parte Est della capitale. Negli scontri «ci sono stati scambi di colpi di mortaio», ha aggiunto il sito che cita testimoni oculari.

L'appello dalla Conferenza di Roma
I paesi e le organizzazioni regionali riunite ieri a Roma hanno lanciato un appello per un cessate il fuoco immediato in Libia e per la rapida formazione di un governo di unità nazionale che abbia «sede a Tripoli». Un governo «fondamentale per affrontare, in partenariato con la comunità internazionale, la principali sfide che il Paese è chiamato ad affrontare in ambito umanitario, economico e di sicurezza». E' quanto si legge nel comunicato congiunto diffuso al termine della Conferenza internazionale di Roma sulla Libia. «Chiediamo a tutte le parti di accettare un cessate il fuoco immediato e completo in tutta la Libia», si legge nella dichiarazione, in cui si ribadisce la volontà a garantire assistenza umanitaria. Secondo l'Onu, sono 2,4 milioni i libici che hanno bisogno di aiuti.

(Con fonte Askanews)

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