20 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Verso l'avvio del processo di indipendenza

Spagna, vertice Rajoy-opposizioni sull'indipendenza catalana

Il premier conservatore spagnolo Mariano Rajoy si riunirà con il segretario socialista Pedro Sanchez e con il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, prima dell'approvazione, ai primi di novembre, da parte del nuovo Parlamento catalano di una risoluzione con cui si annuncia l'avvio del processo di indipendenza della Catalogna

MADRID - Il premier conservatore spagnolo Mariano Rajoy si riunirà con il segretario socialista Pedro Sanchez e con il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, prima dell'approvazione, ai primi di novembre, da parte del nuovo Parlamento catalano di una risoluzione con cui si annuncia l'avvio del processo di indipendenza della Catalogna.

Vertice
Il vertice, la cui data non è stata fissata, ha come obbiettivo il trovare una posizione comune di fronte all'iniziativa degli indipendentisti catalani, a due mesi dalle elezioni politiche e di fronte alle critiche della stampa che ha accusato l'esecutivo di non aver alcun piano per affrontare la crisi. Accusa che Rajoy - in piena campagna elettorale - ha respinto al mittente: «Il governo sa molto bene che cosa deve afre, applicheremo la legge con prudenza e misura», ha spiegato senza tuttavia fornire alcun dettaglio sulle eventuali iniziative legali dell'esecutivo nel caso in cui la risoluzione venisse approvata.

Alta pressione 
Il documento proposto dagli indipendentisti rappresenta un tentativo da parte di Barcellona per mantenere alta la pressione - e la temperatura del termometro indipendentista - senza tuttavia procedere a passi irrevocabili: la «via parlamentare» inizierà infatti col risolversi in una serie di ricorsi legali complicati dalla delegittimazione annunciata della Corte Costituzionale - insomma, una melina polemica ma pur sempre melina, in attesa di chiarire quali saranno gli effettivi schieramenti.

Limbo
Di fatto, fino a che non sarà chiaro quale sarà l'interlocutore a Madrid - e occorrerà forse attendere il 2016 tenendo presente che nessuno dei principali partiti è accreditato della maggioranza assoluta, ma servirà una coalizione di non immediata gestazione - la situazione politica catalana rimarrà nel limbo, anche perché nel frattempo i partiti indipendentisti devono risolvere la questione non secondaria di chi nominare alla carica di governatore: la Cup, socio di minoranza ma decisivo coi suoi voti, è infatti fermamente contraria alla riconferma dell'uscente Artur Mas, il cui partito è invischiato in un grave scandalo di tangenti.

(Con fonte Askanews)