25 luglio 2024
Aggiornato 02:30
Gli afgani non possono garantire la sicurezza da soli

Afghanistan, nuova retromarcia di Obama: 5.500 soldati Usa dopo 2016

La promessa, alla fine, non la manterrà. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva più volte ribadito che tutti i soldati statunitensi sarebbero tornati dall'Afghanistan prima della fine del suo secondo mandato alla Casa Bianca. Ma non sarà così

NEW YORK - La promessa, alla fine, non la manterrà. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva più volte ribadito che tutti i soldati statunitensi sarebbero tornati dall'Afghanistan - a parte un piccolo contingente all'ambasciata di Kabul - prima della fine del suo secondo mandato alla Casa Bianca. Così non sarà: Obama annuncerà oggi la decisione di mantenere 5.500 soldati in Afghanistan dopo il 2016, bloccando quindi il piano di ritiro, che prevedeva di lasciare solo un'esigua forza militare a difesa dell'ambasciata di Kabul a partire dal 2017.

Non manterrà la promessa
Attualmente, ci sono 9.800 soldati statunitensi in Afghanistan; il piano riprogrammato dall'amministrazione prevede che l'attuale forza resti per quasi tutto il 2016, per poi ridursi a circa 5.500 unità alla fine del prossimo anno o all'inizio del 2017, secondo le fonti del New York Times. Alcuni militari continueranno ad addestrare e consigliare le forze afgane, mentre altri continueranno a dare la caccia alle milizie di al Qaida, dell'Isis e di qualsiasi altro gruppo di estremisti rifugiatosi in Afghanistan. Abbandonando il suo obiettivo di lasciare il Paese centroasiatico, Obama ha riconosciuto l'incapacità delle forze di sicurezza locali di contrastare da sole i talebani.

Le recenti conquiste dei talebani
I ribelli sono ormai presenti in molte parti del Paese, come mai accaduto dal 2001, secondo le Nazioni Unite, e lo scorso mese i talebani hanno ottenuto la loro più grande vittoria, conquistando la città settentrionale di Kunduz, di cui hanno mantenuto il controllo per oltre due settimane, prima di ritirarsi martedì. Con i combattimenti di Kunduz il mondo è tornato a parlare di Afghanistan e della sua guerra dimenticata, a causa soprattutto del bombardamento aereo statunitense «per errore» contro un ospedale di Medici senza Frontiere, che ha causato la morte di 22 persone, costringendo Obama a telefonare alla presidente dell'organizzazione, Joanne Liu, per chiedere scusa.

Lo stesso presidente afghano voleva il rinvio
Prima ancora della caduta di Kunduz, l'amministrazione Obama stava subendo forti pressioni dalle autorità militari, e non solo, affinché abbandonasse il piano di dimezzare il numero dei soldati in Afghanistan il prossimo anno, per poi lasciare solo mille soldati di base all'ambasciata di Kabul all'inizio del 2017. Resteranno invece operative le basi militari di Bagram, la più importante in Afghanistan, quella alle porte di Kandahar nel sud del Paese e quella di Jalalabad a oriente. Le tre basi sono fondamentali per le operazioni antiterrorismo e per guidare in volo i droni usati dai militari e dalla Cia, a sua volta contraria al ritiro pressoché totale delle truppe. Anche il presidente afgano, Ashraf Ghani, aveva fatto pressioni, negli ultimi mesi, affinché Obama rivedesse il piano di ritiro, consapevole della necessità di ricevere l'aiuto degli Stati Uniti e dei suoi alleati della Nato; molti a Washington hanno spinto per il nuovo piano, visto che ora gli Stati Uniti possono contare su un leader afgano desideroso di collaborare, al contrario del predecessore, Hamid Karzai.

Non si conoscono i tempi
Non è stata fissata, al momento, una data per ridurre il numero dei soldati a 5.500 unità: la decisione, secondo le fonti, sarà presa dai comandanti nel corso del tempo. Non è la prima volta che gli Stati Uniti rivedono i loro piani in Afghanistan: durante la visita a Washington di Ghani, a marzo, Obama annunciò che gli Stati Uniti avrebbero mantenuto 9.800 soldati in Afghanistan per tutto il 2015, invece di dimezzare la forza presente, come pianificato in precedenza; all'epoca, la Casa Bianca confermò l'obiettivo di lasciare solo una forza in difesa dell'ambasciata, dopo il 2016.

Gli ultimi cambiamenti
Il peggioramento della situazione negli ultimi mesi ha poi spinto le autorità militari a presentare all'amministrazione nuove opzioni; la presenza di 5.500 soldati, insieme al possibile contributo degli alleati della Nato, garantirebbe le missioni antiterrorismo e di addestramento. Infine, i costi: tenere 5.500 soldati in Afghanistan dovrebbe costare circa 14,6 miliardi di dollari all'anno, ma mantenere solo il piccolo contingente all'ambasciata sarebbe comunque costato circa 10 miliardi all'anno, secondo una delle fonti del New York Times.

(Con fonte Askanews)