19 giugno 2021
Aggiornato 04:30
Rivendicato dall'Isis

Yemen, duplice attentato moschea sciita San'a: 32 morti

Il duplice attentato di ieri rivendicato dall'Isis contro una moschea sciita di San'a, la capitale dello Yemen, ha ucciso 32 persone e ne ha ferite altre 92, secondo l'ultimo bilancio fornito da fonti ospedaliere

SAN'A (askanews) - Il duplice attentato di ieri rivendicato dall'Isis contro una moschea sciita di San'a, la capitale dello Yemen, ha ucciso 32 persone e ne ha ferite altre 92, secondo l'ultimo bilancio fornito da fonti ospedaliere.

Attentati poco dopo la preghiera del tramonto
Gli attentati sono avvenuti poco dopo la preghiera del tramonto nella moschea sciita del quartiere di Jarraf. Secondo alcuni testimoni l'attacco si è svolto in base a una tattica ormai consolidata: un primo kamikaze si è fatto esplodere in mezzo ai fedeli in preghiera; al sopraggiungere dei soccorsi, un altro attentatore ha fatto saltare in aria l'auto imbottita di esplosivo.

Yemen nel mirino
L'Isis, gruppo jihadista sunnita che considera i musulmani sciiti come dei miscredenti, aveva firmato il 21 marzo i suoi primi attentati nello Yemen colpendo contemporaneamente diverse moschee sciite, con un bilancio di 142 morti, uno dei più pesanti mai registrati.

Sanguinoso conflitto
Lo Yemen, il più povero fra i Paesi della penisola arabica, è teatro da marzo scorso di un sanguinoso conflitto tra i ribelli sciiti Houthi, che hanno conquistato vaste aree del paese fra cui anche la capitale San'a, e le forze sunnite fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, esiliato in Arabia saudita. I primi sono sostenuti da milizie dell'esercito fedeli all'ex presidente Ali Abdallah Saleh, mentre i secondi sono alleati a diversi gruppi sul terreno e appoggiati da una coalizione araba guidata dall'Arabia saudita.