30 agosto 2025
Aggiornato 04:30
Nel Golfo del Bengala

Gli Stati Uniti fanno appello per salvare i migranti alla deriva nel Sud-Est asiatico

Gli Stati Uniti hanno chiesto ai Paesi del Sud-Est asiatico di collaborare per affrontare l'emergenza immigrazione, a fronte di migliaia di migranti lasciati alla deriva dai trafficanti nel Golfo del Bengala.

BANGKOK (askanews) - Gli Stati Uniti hanno chiesto ai Paesi del Sud-Est asiatico di collaborare per affrontare l'emergenza immigrazione, a fronte di migliaia di migranti lasciati alla deriva dai trafficanti nel Golfo del Bengala.

Migranti in fuga da crisi umanitarie
La maggior parte dei migranti sono in fuga «a causa di tremende condizioni umanitarie ed economiche nei loro Paesi e/o per il timore di violenze di matrice religiosa ed etnica», ha detto alla France presse un portavoce dell'Ambasciata americana in Thailandia. «Si tratta di una sfida regionale che necessita di una risposta regionale, attraverso uno sforzo internazionale coordinato e nel rispetto delle convenzioni internazionali e delle leggi del mare», ha aggiunto.

Il vertice thailandese
Ieri la Thailandia ha annunciato per il prossimo 29 maggio un vertice straordinario regionale per affrontare quello che ha definito «un aumento senza precedenti dell'immigrazione», con migliaia di persone, perlopiù appartenenti alla minoranza musulmana Rohingya, in arrivo da Birmania e Bangladesh. Un incremento dovuto soprattutto alla nuova politica repressiva adottata proprio da Bangkok contro i trafficanti di esseri umani, a seguito della scoperta di diverse fosse comuni nella giungla.

Respingimenti
Come già annunciato dall'Indonesia, anche la Malaysia ha detto oggi che respingerà le imbarcazioni cariche di migranti in assenza di imminente pericolo di naufragio. Ieri ong e organizzazioni internazionali hanno riferito di migliaia di migranti lasciati alla deriva, senza acqua nè cibo, dai trafficanti, sollecitando i Paesi del Sud-Est asiatico a intervenire in loro soccorso.