24 maggio 2019
Aggiornato 06:30
A Madrid la manifestazione contro la legge bavaglio

Ora il fantasma fa la rivoluzione

Venerdì scorso a Madrid si è tenuta la prima manifestazione in cui a scendere in piazza non erano persone ma ologrammi. Circa duemila i «manifestanti» presenti in Plaza de las Cortes, di fronte al Parlamento spagnolo, per manifestare contro quella che gli spagnoli hanno definito come «legge bavaglio».

MADRID - Contro una legge ingiusta, a Madrid scendono in piazza gli ologrammi. È successo venerdì scorso, quando il gruppo No Somos Delito ha indetto una manifestazione per protestare contro la «legge bavaglio». Una norma sulla sicurezza approvata dal Parlamento spagnolo lo scorso 26 marzo che entrerà in vigore dal prossimo luglio. Una norma che prevede anche il divieto di bruciare la bandiera della Spagna e di protestare fuori dal Parlamento, permetterà, infatti, al governo di Madrid di sanzionare chiunque decida di manifestare pubblicamente in piazza per una qualsiasi ragione senza avere con sé il permesso di un giudice. Multe salate per chi verrà sorpreso dalle forze dell'ordine a protestare: le multe previste partono da poche centinaia di euro per arrivare fino a 600.000 euro. È stato il Partito Popolare del primo ministro conservatore Mariano Rajoy a sostenere la «legge bavaglio» contro la quale le opposizioni hanno si sono battute duramente.

Davanti al Parlamento duemila ologrammi
«Se non possiamo protestare da liberi cittadini lo faremo da liberi ologrammi». Questa la spiegazione degli organizzatori della manifestazione che hanno utilizzato circa duemila immagini mandate da persone di tutto il mondo a No Somos Delito. Le proiezioni sono state riprodotte proprio davanti al Parlamento, impregnando la manifestazione di un fortissimo valore simbolico e concreto. La scena era quella di centinaia di persone che marciavano, urlavano slogan, alzando al cielo cartelli di protesta alla legge in questione. I manifestanti non erano fisicamente a Madrid, ma la loro versione olografica poteva essere vista nella Plaza de las Cortes, un luogo «centrale e carico di simbolismo politico» che gli organizzatori non hanno rivelato fino al momento dell'evento – scrive il quotidiano spagnolo El Pais. La protesta contro la «legge bavaglio» è un grave passo indietro a livello democratico poiché va a limitare i diritti fondamentali di espressione e di riunione. Durante la manifestazione sono state proiettate per quasi un'ora le proiezioni dei manifestanti in 3D che alzavano la voce contro il Congresso, ripetendo slogan come «penso, dunque sono il crimine» oppure «a loro non importa di vivere in strada, ma non vogliono che tu esprima la strada».

La legge non voluta
Secondo quanto riportato da El Pais, la legge in questione non ha riscosso un grande consenso, tanto che, secondo un sondaggio di Metroscopia, realizzato per l’organizzazione non governativa Avaaz.org, risulta che l'82 percento della popolazione chiede che la legge venga rimossa o modificata. «D'ora in poi, l'unico modo di manifestarsi in Spagna sarà attraverso ologrammi», afferma Carlos Seat, portavoce di No Somos Delito. Secondo El Pais Si la legge costituirebbe una minaccia per assemblee politiche in strada, proteste ecologiche o dimostrazioni antigovernative. «Proibire le restrizioni davanti al Parlamento costituisce una restrizione sproporzionata alla libertà di riunione», afferma il relatore speciale delle Nazioni Unite, Alba Villanueva, che aggiunge: «È vero che i cittadini chiedono più sicurezza. Secondo le indagini di enti pubblici, l'insicurezza è classificata come la dodicesimo delle preoccupazioni degli spagnoli, dietro la salute, l'istruzione, la disoccupazione, le condizioni economiche e la corruzione». «Questa è la prima manifestazione di ologrammi che mai tenutasi al mondo, che ha avuto il sostegno di imprese tecnologiche , di comunicazione e design», affermano gli organizzatori sempre a El Pais, senza rivelare la fonte di finanziamento della manifestazione, ma pur riconoscendo di aver ricevuto «forti contributi economici».