12 dicembre 2019
Aggiornato 21:30

Hillary Clinton: «Mi candiderò al momento giusto»

L'ex first-lady: «Devo fare la scelta giusta per me, e per il Paese... Gli altri (si riferisce a partito democratico) possono fare quello che credono, e nei tempi che preferiscono». E rassicura sul suo stato di salute: «sto molto bene»

NEW YORK - La Stampa traduce oggi l'intervista rilasciata ad abcnews da Hillary Clinton. L'ex first-lady non nega la sua intenzione di candidarsi alla Casa Bianca ma sui tempi non si sbilancia: lo farò, dice, al momento giusto. Magari anche all'ultimo momento come, negli anni Novanta, fece il marito Bill. Parlando con abc Hillary spiega che di certo non si candiderà prima della fine dell'anno, e «Di certo non prima di allora. Voglio trascorrere questo anno, viaggiare nel paese, firmare copie del mio libro ('Hard Choices' che viene pubblicato domani negli Usa, ndr), aiutare i candidati nelle elezioni midterm di novembre, prendere un respiro profondo e riflettere su vantaggi e svantaggi a cui dovrò pensare mentre prendo questa decisione. Sì, lo farò entro la fine dell'anno».

LA SCELTA APPARE FATTA - Quanto all'intenzione di candidarsi, in ogni caso, la scelta appare fatta. «Devo fare la scelta giusta per me, e per il Paese... Gli altri (si riferisce a partito democratico) possono fare quello che credono, e nei tempi che preferiscono».
Secondo Hillary temporeggiare può essere una scelta vincente. «NoBill Clinton cominciò a correre ufficialmente per la Casa Bianca nel settembre, ottobre del 1991. Perciò no, davvero non penso che questa sia una preoccupazione reale. Tutti faranno ciò che riterranno meglio per loro. Scegliere se candidarsi alla presidenza è una decisione molto personale per tutti». Nell'intervista anche uno scambio di battute sullo stato di salute di Hillary. La Clinton definisce «Molto buono» il suo stato di salute pur non negando che la caduta di qualche tempo sia stato un serio incidente che «Aveva provocato una seria commozione cerebrale». Con un coagulo. E se quel grumo si fosse spostato... «Beh, vi posso dire che è stato un momento molto pauroso».

HILLARY CONTRO OBAMA - «Aprire le porte a un negoziato con i talebani, dopo tanti anni di guerra, potrebbe essere difficile da digerire per gli americani». È uno dei nodi fondamentali del nuovo libro di memorie di Hillary Clinton riguardo alla liberazione del soldato Bowe Bergdahl, avvenuta la settimana scorsa in mezzo a furibonde polemiche (Bergdahl è stato riportato a casa in cambio di cinque prigionieri di Guantanamo). Lo rivelano le anticipazioni pubblicate dall'emittente americana Cbs, che ha ottenuto in anteprima una copia di «Hard Choices« (Scelte difficili), il cui lancio ufficiale è previsto per martedì prossimo. La Cbs è anche proprietaria di Simon & Schuster, la casa editrice che ha pubblicato il libro. Dal nuovo libro dell'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton emergono divergenze con la politica estera di Barack Obama, anche se nel volume si ricorderebbe anche che tra i due è tutto passato e ormai sarebbero diventati buoni amici. Non è ancora chiaro, però, quanta parte del libro sia dedicata a saldare alcuni conti in sospeso con l'attuale presidente e quanto spazio venga invece dedicato a illustrare la sua visione politica, in vista delle prossime elezioni presidenziali. Clinton non ha ancora rivelato pubblicamente se intende correre per la Casa Bianca per il partito democratico.