30 marzo 2020
Aggiornato 19:00
La protesta tunisina

Manifestazioni a Tunisi, riunione d'urgenza del Governo

Almeno 5.000 persone, tra cui numerosi deputati e dirigenti dell'opposizione laica, si sono radunate poco dopo la rottura del digiuno del ramadan in un sit-in notturno per chiedere le dimissioni del governo e lo scioglimento della costituente dominata dal partito islamico Ennahda

TUNISI - Il governo tunisino sarà impegnato oggi in una riunione di crisi dopo che più di 10.000 persone hanno manifestato nella notte in favore e contro le autorità locali a piazza Bardo a Tunisi, dove si trova la sede dell'Assemblea nazionale costituente, di cui l'opposizione reclama la dissoluzione. Le due manifestazioni sono proseguite fino all'alba e non avrebbero provocato incidenti, secondo fonti della sicurezza locale.

Almeno 5.000 persone, tra cui numerosi deputati e dirigenti dell'opposizione laica, si sono radunate poco dopo la rottura del digiuno del ramadan in un sit-in notturno per chiedere le dimissioni del governo e lo scioglimento della costituente dominata dal partito islamico Ennahda.

Nella stessa area, separati da alcune barriere metalliche e da furgoni della polizia, circa 5.000 sostenitori del governo hanno manifestato nelle stesse ore a sostegno della autorità di Tunisi. «Comunisti assassini», «il popolo è musulmano e non capitolerà», «sì alle urne, no al colpo di Stato», hanno scandito i sostenitori dell'esecutivo che, secondo un messaggio fatto veicolare su Facebook, hanno organizzato una nuova manifestazione per oggi.

Dopo la dispersione brutale delle manifestazioni della notte tra sabato e domenica, il ministro dell'Interno ha dato ordine agli agenti di vegliare sulle manifestazioni pacifiche senza intervenire. E così è andata questa notte. «Il ministro ci ha detto chiaramente di avere dato l'ordine agli agenti di non utilizzare la forza contro i manifestanti e i partecipanti ai sit-in davanti all'Assemblea nazionale costituente», ha confermato il deputato Samir Taieb, che partecipa alle proteste.

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