18 maggio 2021
Aggiornato 19:30
Lo scandalo Datagate

«Prism» aiutò a sventare un attacco nel 2009

Il programma di controllo dei dati telefonici e telematici di milioni di americani, gestito dell'intelligence statunitense, ha aiutato a sventare un attacco negli Stati Uniti nel 2009. E' quanto scrive oggi il New York Times

NEW YORK - Il programma di controllo dei dati telefonici e telematici di milioni di americani, gestito dell'intelligence statunitense, ha aiutato a sventare un attacco negli Stati Uniti nel 2009. E' quanto scrive oggi il New York Times, sottolineando come per le autorità Usa il programma 'Prism' sia considerato cruciale nella lotta al terrorismo.

«Siamo stati in grado di raccogliere informazioni cruciali», ha detto un alto funzionario dell'intelligence. Informazioni come quelle passate attraverso un indirizzo e-mail di Peshawar, in Pakistan, legato a membri di al Qaida e controllato dalle autorità americane. Dopo mesi di silenzio, all'inizio del settembre 2009 arriva all'indirizzo di Peshawar una e-mail spedita da Aurora, in Colorado. Gli investigatori riescono a risalire a Najibullah Zazi, 24 anni, che si è rivolto a un facilitatore di al Qaida per avere istruzioni su come fabbricare esplosivi. In una e-mail successiva, l'intelligence legge il seguente messaggio: «Il matrimonio è pronto», ossia tutto è a posto per un attacco. Le autorità fermano così Zazi, lo rilasciano, ma alla fine lo arrestano; l'uomo ammetterà infatti di aver progettato un attacco alla metropolitana di New York.
Il Nyt ricorda anche che, lo scorso dicembre, quando il Congresso si preparava a prorogare 'Prism', il Presidente della Commissione Intelligence del Senato, la democratica Dianne Feinstein, ricordò otto casi recenti di terrorismo, sottolineando come «questi casi dimostrano che il programma ha funzionato». Si trattava di progetti di attentato alla Federal Reserve Bank, alla sede del Congresso, a siti in Florida e a New York, così come contro le truppe di rientro dall'estero.