15 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Migliaia di persone hanno manifestato nel centro di Amman

Giordania: un Paese in piazza per la democrazia

Forte risposta all'appello dei Fratelli musulmani all'indomani della decisione del re Abdallah II di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni. La gente vuole «una legge elettorale democratica, emendamenti alla costituzione, governi eletti, potere giudiziario indipendente, Corte costituzionale, lotta efficace alla corruzione e nessuna ingerenza delle forze di sicurezza nella vita politica»

AMMAN - Migliaia di persone hanno manifestato nel centro di Amman, all'indomani della decisione del re Abdallah II di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni, rispondendo all'appello dei Fratelli musulmani.

«Chiediamo una riforma costituzionale prima che la popolazione si ribelli. La gente vuole riformare il regime», hanno urlato i manifestanti davanti alla moschea Al Husseini, nel centro della capitale, dove sono stati dispiegati circa 2.000 agenti di polizia. Sullo striscione esposto davanti alla moschea si legge: «Una legge elettorale democratica, emendamenti alla costituzione, governi eletti, potere giudiziario indipendente, Corte costituzionale, lotta efficace alla corruzione e nessuna ingerenza delle forze di sicurezza nella vita politica».
«Stiamo protestando da oltre 20 mesi e voi non capite ancora le nostre richieste - si legge su un altro striscione - non ci piacciono le manifestazioni, ma amiamo la Giordania».

Ieri il re ha annunciato lo scioglimento della Camera dei deputati e ha indetto nuove elezioni, senza però fissare una data. I Fratelli Musulmani hanno già annunciato che boicotteranno il voto, così come avevano fatto nel 2010, per protestare contro l'assenza di riforme.