21 agosto 2019
Aggiornato 00:00
Presidenziali francesi 2012

Per Sarkozy la sfida è sconfiggere l'astensione

Neanche il tempo di tirare il fiato e già riprende la corsa elettorale per i due candidati all'Eliseo emersi dalle urne del primo turno delle presidenziali francesi: Francois Hollande e Nicolas Sarkozy

PARIGI - Neanche il tempo di tirare il fiato e già riprende la corsa elettorale per i due candidati all'Eliseo emersi dalle urne del primo turno delle presidenziali francesi: Francois Hollande e Nicolas Sarkozy. Previsioni dunque rispettate, ma in vista del ballottaggio di domenica 6 maggio gli analisti si affrettano a calcolare quanti dei voti ottenuti dagli altri 8 candidati potranno riversarsi sui due contendenti.
Il socialista Hollande dovrebbe partire in posizione di vantaggio perchè esce vincente dalle urne con una percentuale oltre il 28. L'impopolarità di Sarkozy che ottiene un 25,5% si è confermata nella urne ed arrivare secondo è una batosta. Oltre ai pochi punti che potrebbe recuperare dai candidati nazionalisti, il presidente adesso si getterà alla conquista dell'elettorato della destra del Fronte Nazionale.

E la leader Marine Le Pen, riprendendo le redini del partito dal padre, ha ottenuto un risultato eccezionale: un 20%, mai prima raggiunto dal partito. «Nulla è deciso» ha detto il suo primo ministro Francois Fillon. Ma Jean Marie Le Pen, padre di Marine ed ex leader del partito, ha sentenziato: «Sarkozy è già battuto».
Quello del Front National è l'unico bacino elettorale a cui si può appoggiare il presidente uscente. Sarkozy lo sapeva fin dall'inizio e la sua campagna è stata centrata tutta su temi di destra: il controllo dell'immigrazione, la sicurezza... Temi toccati anche - con più virulenza - da Le Pen. La bionda leader della destra non darà indicazione di voto per il presidente, ma il presidente farà di tutto per sconfiggere l'astensionismo. La sfida è difficile- Molti elettori del Front National sono allergici alla destra 'gollista', anche se riveduta e corretta in chiave sarkozysta. Non solo: l'immagine di 'presidente dei ricchi', amico dei potenti, piace pochissimo agli elettori lepenisti che in larga parte provengono dalle fasce meno abbienti della popolazione e dai quartieri operai.

Ha votato al primo turno oltre l'80, una percentuale rilevante che probabilmente scenderà di parecchio al ballottaggio. I sondaggisti fin qui hanno sempre dato Hollande vincente al ballottaggio con circa il 55% dei voti. Un risultato che dipenderà proprio dalle astensioni. Il campo socialista è euforico all'idea di riconquistare l'Eliseo per la prima volta dal 1995, quando fu lasciato da Francois Mitterand. Hollande può contare sul bacino di voti del candidato del Fronte di Sinistra, Jean Luc Mélenchon, col suo 11,8%. Potrà recuperare anche buona parte dei voti dei candidati trotzkisti e della ecologista Eva Joly, ma si tratta di pochi punti percentuali. E dovrà contare sui voti anche del centrista Francois Bayrou che ha raccolto solo l'8,5%. Nel 2007 il leader del MoDem si rifiutò di dare indicazione di voto fra Sarkozy e la socialista Royal. L'elettorato liberista di Bayrou non ha in simpatia il presidente uscente e Hollande è stato attento anche a conservare un'immagine moderata che possa recuperare i voti del Movimento democratico.