12 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Elezioni presidenziali francesi

Fedelissimo Sarkozy «non sa» se il presidente si candiderà

L'ex Ministro Hortefeux: in ogni caso non parte da «favorito» ma da «sfidante». Il Presidente francese domenica sera un'ora in tv con i giornalisti. Bimbo armeno chiamato «Sarkozy» dopo la legge francese sul genocidio

PARIGI - Intervistato questa mattina dalla radio RTL, l'ex ministro Brice Hortefeux, uno dei fedelissimi di Nicolas Sarkozy, non ha voluto confermare la candidatura del capo di stato alle presidenziali di quest'anno e ha riconosciuto che, nella corsa all'Eliseo, non partirebbe da «favorito» ma da «sfidante».
Nel commentare le voci secondo le quali il capo di stato potrebbe ritirarsi a vita privata nel caso di una sconfitta alle prossime presidenziali, Brice Hortefeux ha spiegato che quelle parole sono «un segnale di umiltà e una testimonianza di verità».
«Ma vi posso assicurare che (Sarkozy) ha sempre la stessa passione e determinazione ad agire», ha continuato Hortefeux pur rifiutandosi di confermare la candidatura di Sarkozy: «Non so qual è la sua decisione, ma dovrebbe pronunciarsi in tempi rapidi», ha dichiarato.
Nel corso di una visita nella Guyana francese alcuni giorni fa il presidente francese aveva evocato per la prima volta davanti ai giornalisti l'ipotesi di una sconfitta: «Se sarò battuto cambierò completamente vita, non sentirete più parlare di me». Parole che secondo alcuni erano state pronunciate ad arte per contraddire le accuse di arrivismo e attaccamento al potere del capo di stato francese.

Sarkozy domenica sera un'ora in tv con i giornalisti - Il presidente francese Nicolas Sarkozy sarà in televisione per un'ora domenica prossima per dialogare e rispondere alle domande di alcuni giornalisti. La trasmissione andrà in onda alle 19.15 sulla rete pubblica France2, su quella privata TF1 e sulla tv satellitare LCI.
Secondo l'entourage del presidente, Sarkozy dovrebbe parlare della situazione della Francia in generale e delle decisioni prese il 18 gennaio scorso al «vertice di crisi» per promuovere la competitività dell'economia francese, rilanciare il mercato del lavoro e avviare la riforma del welfare.
Nicolas Sarkozy, che ha deciso di non dichiarare la sua candidatura per la corsa all'Eliseo prima di febbraio, naviga in pessime acque, secondo gli ultimi sondaggi, che lo danno sicuramente perdente di fronte allo sfidante, il socialista Francois Hollande.
Nel corso di una visita nella Guyana francese alcuni giorni fa il presidente francese aveva evocato per la prima volta davanti ai giornalisti l'ipotesi di una sconfitta: «Se sarò battuto cambierò completamente vita, non sentirete più parlare di me». Parole che secondo alcuni erano state pronunciate ad arte per contraddire le accuse di arrivismo e attaccamento al potere del capo di stato francese.

Bimbo armeno chiamato «Sarkozy» dopo la legge francese sul genocidio - Sarkozy di nome, Avetisian il cognome: un neonato in Armenia è stato registrato in questo modo all'anagrafe, in onore del presidente francese Nicolas Sarkozy, che aveva promesso una legge per punire la negazione del genocidio armeno e ora dovrebbe a giorni promulgare questa norma, approvata ieri sera dal Senato francese. «Stavamo per dargli il nome del nonno, ma dopo il voto del Senato francese, che ha approvato, malgrado le minacce turche, abbiamo deciso di chiamarlo Sarkozy, in onore del presidente francese, questo uomo di grande coraggio», ha raccontato all'agenzia Afp la nonna del bimbo, Alvard Manukian. «Che il nostro bambino possa diventare altrettanto coraggioso», ha aggiunto la donna.
La legge francese che ora Sarkozy può promulgare entro due settimane prevede una pena sino a un anno di carcere e una multa di 45.000 euro per chi nega in pubblico un genocidio riconosciuto dalla legge francese, quindi anche quello degli armeni sotto l'Impero ottomano, negato strenuamente dalla Turchia.p>