12 luglio 2020
Aggiornato 08:00
Scandalo Bettencourt

In Francia infuria la polemica su Sarkozy

Il Partito Socialita chiede «subito un'inchiesta». Le Pen: «Con urgenza verifiche esaustive»

PARIGI - Le accuse contro il presidente francese Nicolas Sarkozy, di aver preso mazzette nell'affaire Bettencourt, hanno scatenato un'ondata di polemiche e reazioni politiche. In difesa del presidente, che attraverso l'Eliseo ha già smentito ogni coinvolgimento, è intervenuto il premier François Fillon, secondo cui le accuse contro Sarkozy sono destituite «di ogni fondamento».

«Il primo ministro si augura che le procedure in corso mettano fino in modo rapido e indipendente alle manipolazioni che solo il periodo pre-elettorale può spiegare», precisa in un comunicato il premier, commentando le anticipazioni del libro Sarko m'a tuer, scritto a quattro mani dai giornalisti di Le Monde, Gerard Davet e Fabrice Lhomme, in uscita domani. Gli ha fatto eco il segretario generale dell'Ump, Jean-François Copé, sottolineando che «a qualche mese dalle elezioni presidenziali, non bisogna farsi ingannare da nessuno».

Ma dall'opposizione, la leader dei socialisti francesi, Martine Aubry, ha chiesto l'apertura di «una inchiesta» sottolineando che così «funziona nei Paesi dove la giustizia è libera e indipendente». Marine Le Pen, presidente del Fronte nazionale, ha detto che queste rivelazioni esigono «con urgenza delle verifiche minuziose ed esaustive». Se queste accuse dovessero essere confermate, ha proseguito Le Pen, mostrerebbero che i francesi «hanno portato al vertice dello Stato un vero sistema mafioso».

Secondo il libro Sarko m'a tuer, il giudice istruttore Isabelle Prévost-Desprez, in passato titolare di uno dei dossier dell'affaire Bettencourt, ha messo nero su bianco le dichiarazioni di un testimone che avrebbe visto consegnare nelle mani di Nicolas Sarkozy una 'bustarella' da parte della miliardaria francese poco prima delle elezioni presidenziali del 2007. «Una tempesta politica senza precedenti nella storia della Repubblica», secondo Libération, «che vede per la prima volta un giudice chiamare in causa direttamente un presidente in carica».

L'affaire Bettencourt «scoppia» nel giugno 2010, quando il quotidiano online Mediapart decide di pubblicare le registrazioni clandestine effettuate tra il 2009 e il 2010 da Pascal Bonnefoy, maggiordomo di Liliane Bettencourt, prima azionista del gruppo L'Oréal. La miliardaria francese è sospettata di frode fiscale e di essere in possesso di conti bancari all'estero, oltre che di finanziamento illecito alla campagna elettorale di Nicolas Sarkozy.