21 novembre 2019
Aggiornato 06:00
Secondo i primi test balistici

A Londra dialaga la guerriglia. «Duggan non sparò alla polizia»

La famiglia: «Vogliamo risposte». A Manchester i disordini più gravi degli ultimi 30 anni. Guerriglia urbana, 111 agenti e 5 cani-poliziotto feriti. Greco (IAI): Un «filo rosso» unisce le rivolte in Europa

LONDRA - Non ci sono prove che Mark Duggan, il 29enne ucciso giovedì scorso a Londra dalla polizia, abbia aperto il fuoco. E' quanto ha reso noto oggi la Commissione indipendente della polizia incaricata di indagare sulle circostanze della morte dell'uomo.
Stando a quanto riportato dalla Bbc, la pistola che Duggan aveva con sè, ritrovata sul luogo del delitto, non avrebbe sparato, alle luce dei risultati dei primi test balistici, ma la Commissione ha fatto sapere che verranno eseguite ulteriori analisi per averne la conferma. L'arma è stata identificata oggi come una scacciacani caricata con proiettili di gomma.
Stando a quanto precisato sempre oggi dal medico legale che ha condotto l'autopsia, Duggan è stato ucciso da un solo colpo di arma da fuoco al petto.

La famiglia di Duggan: «Vogliamo risposte» - Vogliamo delle risposte, quello che è successo è totalmente inaccettabile. La famiglia di Mark Duggan, il ragazzo ucciso a Londra dalla polizia la scorsa settimana, ha mandato un comunicato a Sky News per esprimere la propria posizione: «Siamo completamente distrutti. Qualcuno dovrà rispondere di tutto questo. Non possiamo credere che possano averlo fatto. Di questi tempi è completamente inaccettabile.
Siamo molto molto arrabbiati e vogliamo delle risposte dalla polizia, ora».
Il comunicato è stato spedito dopo che la la Commissione indipendente della polizia, incaricata di indagare sulle circostanze della morte dell'uomo, ha riferito che non ci sono prove che Mark Duggan abbia aperto il fuoco contro gli agenti. La morte del 29enne, pregiudicato e padre di quattro bambini, ha dato il via alle proteste a Tottenham, quartiere di Londra, poi trasformatesi in guerriglia urbana.

Disordini sono scoppiati questa sera a Birmingham e Manchester, alimentando così il timore di una quarta notte di guerriglia urbana nel Paese. A Londra negozi e uffici hanno chiuso prima e saranno 16.000 gli agenti chiamati a vigilare sulla città, contro i 6.000 dispiegati ieri; i poliziotti potranno anche ricorrere, se necessario, a proiettili di gomma. Sarebbe la prima volta che Scotland Yard usa munizioni di gomma in situazioni di disordine pubblico.
Sono oltre 650 le persone arrestate finora a Londra e Birmingham e la polizia ha diffuso oggi le fotografie di 12 persone sospettate dei disordini nella capitale britannica, sottolineando che si tratta solo di «alcune delle molte, tante immagini» recuperate dalle telecamere presenti in città. Oggi c'è stata anche la prima vittima delle violenze: si tratta di un 26enne, morto per un colpo d'arma da fuoco che lo ha colpito la scorsa notte nel corso dei disordini scoppiati nel quartiere londinese di Croydon.
Rientrato dalle vacanze, il premier David Cameron ha promesso durezza contro i responsabili dei disordini: «Sentirete la forza della legge. Se siete abbastanza adulti da fare queste cose, lo siete anche per affrontarne le conseguenze». Quindi ha convocato per giovedì prossimo una seduta straordinaria del Parlamento.

A Manchester i disordini più gravi degli ultimi 30 anni - La città di Manchester, nord-ovest dell'Inghilterra, ha vissuto nelle ultime ore le giornate più violente degli ultimi trent'anni, secondo quanto affermato dalla polizia locale, che ha denunciato scontri, saccheggi e «violenze gratuite».
Violenze compiute da persone «che non hanno ragione di manifestare» e che hanno «coperto di vergogna» le strade della città, ha dichiarato il vice-capo della polizia di Manchester, Garry Shewan. «Sono dei criminali puri e semplici quelli che scorrazzano per le strade questa sera», ha detto Shewan. «Non hanno motivo per manifestare, non vi è alcuna scintilla scatenante. Si tratta di violenza gratuita e di criminalità gratuita, su una scala mai vista finora», ha aggiunto il responsabile, che serve nella polizia dagli anni Ottanta.
Shewan ha ricordato che la polizia è in possesso di «un'enorme quantità di immagini da telecamere di videosorveglianza di tutte le azioni compiute nella notte. Questo significa che già da domani mattina procederemo ad arresti», ha aggiunto.

111 poliziotti e 5 cani-poliziotto feriti - La guerriglia urbana che ha scosso Londra negli ultimi tre giorni ha provocato il ferimento di 111 agenti e cinque cani-poliziotto. Lo ha comunicato Scotland Yard (Sky News).

Greco (IAI): Un «filo rosso» unisce le rivolte in Europa - C'è un «filo rosso» che unisce i disordini di questi giorni a Londra, quelli accaduti quattro anni fa nelle banlieue parigine, e le recenti manifestazioni di protesta - in questo caso però pacifiche - degli indignados spagnoli. Ne è convinto Ettore Greco, direttore dell'Istituto Affari Internazionali, che spiega come il minimo comun denominatore sia «la componente giovanile e dalla crisi che incide in particolare appunto sui giovani e sulla popolazione immigrata».
«La crisi economica - ha detto Greco a TM News - gioca un ruolo molto importante: c'è un disagio sociale che colpisce soprattutto le classi meno abbienti, gli emarginati, e in modo particolare i giovani. La disoccupazione giovanile è in aumento e ad essere colpite sono le fasce più marginali, questa è un po' una costante».
Ma nel caso specifico di Londra, prosegue Greco, è necessario collocare gli incidenti di questi giorni in una «prospettiva storica»: «E' chiaro che esplosioni giovanili sono sempre avvenute anche negli anni e nei decenni passati» ha spiegato il direttore dello IAI. «C'è una storia in Gran Bretagna di rivolte e di disordini estesi in varie città: ci furono gli episodi degli anni '70, che ebbero una base etnica, come quelli di questi giorni che hanno una base etnica molto importante».

Mattarelli contro i vandali in un ristorante di Notting Hill - Un uomo che mette in fuga un gruppo di vandali pronti a saccheggiare il suo appartamento o il ristoratore che chiude i suoi clienti in cantina per proteggerli dalle violenze: anche questo è successo a Londra nei disordini degli ultimi giorni.
I dipendenti del Ledbury, un ristorante di Notting Hill, zona elegante nell'ovest di Londra, hanno respinto armati di mattarelli l'assalto dei vandali, pur di difendere i clienti.