16 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
I socialisti si preparano a secca sconfitta

Domani le amministrative in Spagna, all'ombra degli indignati

La crisi economica e le conseguenti misure di austerità hanno colpito duramente il Psoe

MADRID - Se i manifestanti antisistema si dichiarano «indignati», il governo socialista spagnolo è piuttosto rassegnato a una dolorosa sconfitta nelle elezioni amministrative in programma domani, nelle quali da una a tre regioni potrebbero cambiare colore per finire nelle mani dell'opposizione conservatrice del Pp.

La crisi economica e le conseguenti misure di austerità hanno colpito duramente il Psoe, che in campagna elettorale si è sforzato di separare il giudizio sull'operato dell'esecutivo dal voto per un'amministrazione locale: a giudicare dai sondaggi, senza troppo successo.
In questo scenario, le manifestazioni del «Movimento 15-M» - proseguire anche durante la giornata di riflessione senza che la polizia sia intervenuta, nonostante la sentenza che le dichiarava illegali - potrebbero avere un doppio effetto, a tutto svantaggio dei socialisti.
Sebbene il movimento si schieri di fatto contro entrambi i principali schieramenti la situazione sembra infatti favorire ulteriormente il Pp: da una parte perché il suo elettorato potrebbe mobilitarsi contro un movimento percepito e presentato come di «anarchia» e di matrice di estrema sinistra, dall'altra perché è il governo socialista a vedersi inevitabilmente attribuite le principali responsabilità della crisi, rischiando un aumento dell'astensione nell'area moderata che colpirebbe soprattutto il Psoe.

Proprio il recupero dell'astensione era la scommessa elettorale socialista, che i sondaggi sembrano dare per perduta: se in Castilla-La Mancha il Psoe potrebbe ancora tenere, nel feudo dell'Extremadura potrebbe prodursi un ribaltone storico mentre nelle Asturie e nelle isole Baleari i socialisti dovrebbero riconfermarsi il partito più votato ma ciò non garantirà loro il governo, per la presumibile mancanza di alleanze; unica certezza sembra l'Aragona, mentre le nelle regioni dove già governa il Pp non vi è alcuna possibilità di cambiamento.
Non si vota in Catalogna, Paesi Baschi, Galizia e Andalusia, ma sono in gioco - oltre a quello di Madrid - anche i municipi di Barcellona e Siviglia: se strappare la capitale al Pp sarà un'impresa, la possibilità di perdere Barcellona a favore dei nazionalisti conservatori di CiU - già al potere nella regione - è tutt'altro che remota e anche Siviglia sembra in bilico.