13 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Costa d'Avorio

Gbagbo arrestato, Ouattara: inizia una nuova era

Plauso di Usa, Ue e Onu. Obama: «Ouattara sia presidente di tutti»

ADIDJAN - A poche ore dall'arresto di Laurent Gbagbo, il presidente ivoriano Alassane Ouattara ha annunciato l'inizio di «una nuova era di speranza» ed ha chiesto di evitare «rappresaglie» contro i sostenitori dell'ex capo dello Stato. Una posizione salutata con soddisfazione dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, che ha chiesto di dare prova di moderazione. In un breve discorso televisivo, il presidente ha chiesto al suo popolo di «astenersi da qualsiasi atto di rappresaglia o di violenza», ribadendo la sua «volontà» di creare una «commissione per la verità e la riconciliazione» per fare la luce sulle presunte violazioni dei diritti umani commesse durante il conflitto in Costa d'Avorio.
Ouattara, inoltre, ha annunciato il lancio di una «procedura giudiziaria contro Laurent Gbagbo, la moglie e i suoi collaboratori». «Qualsiasi disposizione è stata presa» per garantirgli «l'integrità fisica», ha aggiunto. «Il nostro paese ha appena girato una pagina penosa della sua storia. Dopo oltre quattro mesi di crisi post elettorale caratterizzata da tante perdite di vite umane, ecco che infine è arrivata l'alba di una nuova era di speranza», ha insistito il presidente.

Almeno ottocento persone sono state uccise ad Abidjan e nel resto del Paese dal dicembre 2010 fino alla settimana scorsa, secondo stime dell'Onu, ma la cifra reale è probabilmente molto più elevata. Ieri, dopo il suo arresto, avvenuto grazie alla collaborazione della forza francese Liocorno e delle truppe della missione delle Nazioni Unite in Costa d'Avorio, Gbagbo è apparso in televisione ed ha chiesto «che le armi si fermino» e «che si ritorni a un quadro civile della crisi».

La sua cattura è stata salutata con soddisfazione dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti. «Ci siamo impegnati ad agire per favorire il ritorno della pace in questo Paese. Forniremo un sostegno a lungo termine alla Costa d'Avorio per la prosperità, al fine di garantire la stabilità e aiutare a ricostruire il Paese», ha dichiarato il capo della diplomazia dell'Unione europea Catherine Ashton in un comunicato. L'alto rappresentante dell'Ue ha «salutato» l'arresto di Gbagbo, che «rappresenta» a suo giudizio «una svolta decisiva per la soluzione di una crisi che è durata cinque mesi dalle elezioni».
Da parte loro, gli Stati Uniti hanno salutato con soddisfazione «l'evoluzione decisiva degli eventi in Costa d'Avorio, nel momento in cui si sono concluse le pretese illegittime di potere dell'ex presidente Laurent Gbagbo», ha dichiarato Barack Obama in un comunicato. «Tutti i gruppi di miliziani devono deporre le armi e riconoscere un esercito rappresentativo che possa proteggere tutti gli ivoriani sotto l'autorità del presidente Ouattara», ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca.
Questa conclusione della crisi in Costa d'Avorio, secondo Obama, «rappresenta una vittoria per la volontà democratica del popolo ivoriano, che ha sofferto per troppo tempo a causa dell'instabilità che ha fatto seguito alle elezioni» presidenziali di fine novembre 2010. Adesso, «Ouattara e gli ivoriani devono intraprendere subito la difficile opera di riconciliazione e di ricostruzione», ha avvertito Obama. «Il presidente Ouattara dovrà governare a nome di tutti gli ivoriani, anche di coloro che non hanno votato per lui».