13 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Costa d'Avorio

Assediato ad Abidjan, Gbagbo tratta la resa

Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Alain Juppé. A Parigi, intanto, si discute dell'intervento francese

ABIDJAN - La Francia è «vicinissima a convincere» Laurent Gbagbo, il presidente uscente della Costa d'Avorio, a lasciare il potere. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Alain Juppé. Così, il giorno dopo l'offensiva dell'Onuci - la missione dell'Onu in Costa d'Avorio - e delle truppe francesi ad Abidjan contro Gbagbo, la crisi sarebbe davvero a un punto di svolta.
Assediato con la famiglia e i fedelissimi nella sua casa di Cocody, quartiere residenziale di Abidjan, il presidente uscente avrebbe deciso di negoziare la resa. Lo ha detto Juppé; lo ha ripetuto il primo ministro, François Fillon, parlando all'Assemblea nazionale: «Due generali dell'ex presidente ivoriano stanno negoziando le condizioni per una resa» ha specificato.

Le armi in silenzio, dopo una notte di scontri, Abidjan aspetta la fine di un'era. E l'insediamento di Alassane Ouattara, il presidente riconosciuto - e aiutato - dalla comunità internazionale. A Parigi, intanto, si discute dell'intervento francese, chiesto dall'Onu, ma criticato dall'opposizione. «Il solo obiettivo delle operazioni militari francesi è quello di assistere la missione dell'Onu (Onuci) a neutralizzare le armi pesanti in possesso delle forze del presidente uscente Laurent Gbagbo» ha ribadito il portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero. «L'intervento avrà fine quando la missione dell'Onuci sarà compiuta: la Francia auspica la rapida fine delle violenze e desidera che l'ordine democratico prevalga di nuovo in Costa d'Avorio», ha concluso.

Sul fronte umanitario, l'Onu ha lanciato l'allarme su una situazione «drammatica», con «la maggior parte degli ospedali che non funziona, manca l'ossigeno... anche le ambulanze non possono circolare e quando lo fanno, sparano loro addosso». «E' impossibile raggiungere le popolazioni civili per ragioni di sicurezza» ha fatto sapere la portavoce dell'Ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell'Onu, Elisabeth Byrs, che riferisce di «cadaveri che giacciono in strada da diversi giorni». Al momento nessuno è in grado di fornire un bilancio delle vittime degli scontri iniziati giovedì scorso.