19 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Costa d'Avorio

Assediato ad Abidjan, Gbagbo non si arrende

Il Presidente uscente smentisce di aver perso il controllo della sua residenza. Sul fronte umanitario, l'Onu ha lanciato l'allarme su una situazione «drammatica»

ABIDJAN - Assediato ad Abidjan, il Presidente uscente della Costa D'Avorio Laurent Gbagbo annuncia che non intende arrendersi e che controlla ancora il Palazzo presidenziale, la sua residenza e la base militare di Agban, colpite ieri dai raid Onu e francesi. All'indomani dell'«attacco finale» lanciato contro le sue roccaforti dalle forze del Presidente Alassane Ouattara, il Capo di stato uscente denuncia i «molti morti» causati dai raid e si dice «stupito» dal coinvolgimento di Parigi. Da parte sua, l'Onu lancia l'allarme su una situazione umanitaria «drammatica» nella capitale economica del Paese, riferendo di «decine di morti».

Gbagbo «non prevede al momento di arrendersi», ha detto alla France presse il suo portavoce Ahoua Don Mello, smentendo la notizia circolata in mattinata su una trattativa in corso da ieri ad Abidjan. Il portavoce ha smentito anche la conquista della residenza presidenziale da parte delle forze di Ouattara, sottolineando come siano ancora sotto il controllo di Gbagbo anche il Palazzo presidenziale e la base militare di Agban, nonostante i raid aerei. «Tutti i siti strategici sono sotto controllo, ad eccezione della base di Akuedo che è stata completamente distrutta - ha detto il portavoce - si tratta della base di Agban, della Scuola di polizia, del Palazzo presidenziale, della residenza e della televisione di Stato RTI». Gbagbo «è stupito dal fatto che la Francia attacchi direttamente la Costa d'Avorio», ha sottolineato, dal momento che «non ha mai chiuso la porta al dialogo».

Sul fronte umanitario, l'Onu ha lanciato l'allarme su una situazione «drammatica», con «la maggior parte degli ospedali che non funziona, manca l'ossigeno... anche le ambulanze non possono circolare e quando lo fanno, sparano loro addosso». «E' impossibile raggiungere le popolazioni civili per ragioni di sicurezza», ha fatto sapere la portavoce dell'Ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell'Onu, Elisabeth Byrs, che riferisce di «cadaveri che giacciono in strada da diversi giorni». Al momento nessuno è in grado di fornire un bilancio delle vittime degli scontri con armi pesanti in corso da giovedì scorso.