12 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Si combatte ad Abidjan, 800 morti a Duekoue

Gbagbo assediato nella capitale economica del Paese. La resa dei conti tra i due Presidenti della Costa d'Avorio è iniziata lunedì scorso

ABIDJAN - Sono ripresi oggi ad Abidjan i combattimenti con armi pesanti, mentre la Croce rossa ha riferito di almeno 800 persone uccise a Duekoue, nell'ovest del Paese, nella sola giornata di martedì. Le forze del Presidente Alassane Ouattara, riconosciuto dalla comunità internazionale, assediano da giovedì sera gli ultimi bastioni del Presidente uscente Laurent Gbagbo nella capitale economica del Paese, dove è in vigore da ieri un coprifuoco notturno.

Colpi di armi pesanti sono state uditi questa mattina attorno alla sede della televisione di Stato RTI, alla residenza di Gbagbo e al palazzo presidenziale. Proprio dalla tv di stato, riconquistata ieri dalle forze dell'ex Presidente, i militari di Gbagbo hanno lanciato oggi un appello alla mobilitazione delle forze armate del Paese per «proteggere le istituzioni della Repubblica». Ieri, il rappresentante in Europa di Gbagbo ha fatto sapere che il Presidente uscente non intende lasciare il potere «a un ribelle qualunque», accusando Ouattara di «un colpo di Stato post-elettorale sostenuto da una coalizione internazionale». Secondo fonti francesi, Gbagbo si troverebbe ad Abidjan, «all'interno della sua residenza».

Intanto, il Comitato internazionale della Croce Rossa ha riferito di «almeno 800 persone morte a Duekoue martedì scorso», il giorno dopo che la città è passata sotto il controllo delle forze di Ouattara. «Quanto accaduto è particolarmente scioccante per la sua ampiezza e brutalità», ha dichiarato il capo della delegazione del Croce Rossa in Costa d'Avorio, Dominique Liengme. L'organizzazione ha aggiunto che sono «decine di migliaia» le persone fuggite dai combattimenti.

Da parte sua, il governo di Ouattara ha denunciato oggi di aver scoperto «numerose fosse comuni» nell'Ovest del Paese, puntando il dito contro i sostenitori di Gbagbo.

La resa dei conti tra i due Presidenti della Costa d'Avorio è iniziata lunedì scorso, quando Ouattara ha lanciato l'offensiva militare, conquistando il controllo di diverse città, tra cui la capitale Yamoussoukro e il porto strategico di San Pedro, senza incontrare grande resistenza. Diversa invece la situazione ad Abidjan, dove gli uomini di Ouattara non sono ancora riusciti ad espugnare i luoghi simbolo del potere di Gbagbo. La violenza dei combattimenti ha indotto 1.400 cittadini stranieri e trovare rifugio nella base francese presente in città. Dalla comunità internazionale sono invece stati lanciati diversi appelli perchè Gbagbo lasci la guida del Paese.