9 febbraio 2023
Aggiornato 12:30
Rapporto su «La condizione dell'infanzia nel mondo 2011»

Unicef, 150 milioni di bambini impegnati nel lavoro minorile

Più di un milione i «baby-detenuti» nel mondo. Quasi la metà degli adolescenti in età di scuola secondaria non la frequenta

ROMA - «Attualmente sono circa 150 milioni i bambini tra i 5 e i 14 anni impegnati nel lavoro minorile»: lo ha affermato l'Unicef, nel suo Rapporto su «La condizione dell'infanzia nel mondo 2011», presentato oggi a Roma. L'incidenza di questo fenomeno - secondo l'organizzazione per i diritti dell'infanzia - risulta maggiore nell'Africa sub-sahariana.
Secondo le stime dell'UNICEF, inoltre, nel mondo e in ogni momento sono più di un milione i bambini detenuti dalle forze dell'ordine.

SCOLARIZZAZIONE - Altri dati allarmanti riferiscono che «quasi la metà degli adolescenti in età di scuola secondaria non la frequenta». Le percentuali di frequenza più basse si registrano in Africa orientale e meridionale, con dei tassi netti d'iscrizione pari al 24% per i ragazzi e al 22% per le ragazze. Nel 2008, i giovani avevano probabilità quasi tre volte maggiori di essere disoccupati rispetto agli adulti, e pativano in maniera sproporzionata la mancanza di un lavoro decoroso. Questo significa che, in molti casi, per i giovani la prima esperienza di lavoro è un'esperienza di talento sprecato, di disillusione, di sottoccupazione e di povertà continuata, secondo il rapporto.
Talvolta inoltre - come è già noto - gli adolescenti vengono fatti oggetto di reclutamento da parte di gruppi militari, per portare armi e per partecipare ai combattimenti, oppure per fungere in pratica da schiavi sessuali o di altro genere.