15 ottobre 2019
Aggiornato 15:30
Brasile

Battisti, la Corte gli nega la libertà immediata

Il Presidente del Tribunale Federale Peluso rinvia il dossier a relatore del caso, Mendes. Il legale del terrorista: «è come un golpe»

RIO - Il presidente del Supremo Tribunale Federale (Stf), Cezar Peluso, ha respinto ieri la richiesta di libertà immediata per Cesare Battisti, che era stata presentata dai suoi legali. Peluso ha rinviato il relativo dossier al relatore del caso, Gilmar Mendes, secondo quanto riferisce il sito Globo.com. A causa delle ferie del potere giudiziario, quest'ultimo dovrebbe riprendere il lavoro solo a febbraio: fino a quel momento, riferisce il sito internet, l'ex leader dei Proletari armati per il Comunismo resterà in carcere. Il legale di Battisti, Luis Roberto Barroso, ha definito la decisione «individuale» di Peluso «una sorta di colpo di Stato», secondo quanto si legge sul sito brasiliano Terra.

Il presidente del Tribunale ha spiegato che i legali dell'ex terrorista rosso, condannato in Italia all'ergastolo per quattro omicidi commessi negli anni '70, non hanno fornito alcun elemento nuovo per sostenere che Cesare Battisti sarebbe perseguitato nel caso in cui fosse estradato in Italia.
Nel novembre del 2009, sia Peluso che Mendes votarono con la maggioranza dei giudici del Supremo Tribunale Federale a favore dell'estradizione in Italia di Battisti. Il parere fu poi ribaltato dall'ex presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, nel suo ultimo giorno di mandato, sulla base del pronunciamento dell'Avvocatura Generale dello Stato, organo governativo non indipendente.

Secondo il legale di Battisti, Barroso, il provvedimento «individuale» del presidente dell'Alta Corte «viola la decisione del Supremo Tribunale Federale e il principio di separazioni dei poteri in uno Stato democratico di diritto», riferisce il sito Terra.