19 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Svolta in USA

Unioni Gay, potrebbe occuparsene la Corte Suprema

In California riammesse le nozze gay da un giudice federale, ma non è chiaro se potranno riprendere da subito

LOS ANGELES - Potrebbe fare la storia la sentenza del giudice federale Vaughn R. Walker in California, che ieri ha bocciato il bando alle nozze gay nello Stato. Il giudice, di nomina repubblicana e lui stesso gay, ha chiamato in causa per la prima volta i diritti costituzionali a livello federale aprendo così la strada al giudizio della Corte Suprema di Washington. Se le unioni gay arrivassero davanti ai nove giudici supremi la loro decisione avrebbe valore in tutti gli Stati azzerando le divisioni oggi in vigore a livello locale. Un passo che finora sia i fautori dei diritti gay, sia gli oppositori hanno voluto evitare, temendo una decisione definitiva.

Non è chiaro intanto se le nozze tra gay potranno riprendere sul territorio californiano, specifica oggi il Los Angeles Times; il giudice terrà un'altra udienza domani.
A scatenare il casus belli è stato uno stratega omosessuale di Los Angeles che ha formato un'organizzione non profit assoldando due luminari del foro, uno democratico e l'altro repubblicano: David Boies e Theodore B. Olson oltretutto erano stati avversari nel 2000 nella causa Bush contro Gore (che diede al primo la presidenza degli Stati Uniti).

Il giudice Walker è stato chiamato ad esprimersi sulla 'Proposition Eight', il celebre referendum che nel novembre 2008 ha messo al bando le nozze fra omosessuali in California, dopo alcuni mesi in cui erano state consentite dalla Corte suprema dello Stato. E Walker ha sentenziato che nessun interesse dello Stato giustifica il trattamento di gay e lesbiche in modo discriminatorio rispetto agli altri cittadini e che la 'disapprovazione morale' non è sufficiente a sancire la discriminazione. Difatti secondo il giudice federale la possibilità di sposarsi è un diritto fondamentale. La 'Proposition 8', ha detto Walker, viola le garanzie costituzionali sulle uguali tutele dovute a tutti i cittadini, a prescindere dal loro sesso o dal loro orientamento sessuale.