19 gennaio 2020
Aggiornato 16:00
Continua il duello Svizzera-Libia

Gheddafi invita alla guerra santa contro Berna

«Il Paese elvetico è miscredente». Il Colonnello: «boicottate i suoi prodotti»

BENGASI - Nuova frecciata di Tripoli e Berna. Il colonnello ha attaccato di petto la Svizzera, invitando i musulmani alla guerra santa: «E' contro la Svizzera miscredente e apostata che distrugge le case di Allah che la jihad deve essere proclamata con ogni mezzo», ha dichiarato il colonnello in un discorso a Bengasi, nell'est della Libia, in occasione della Festa del «Mouloud», che commemora la nascita del profeta Maometto. Il pretesto è il divieto di costruire nuovi minareti approvato a larga maggioranza dagli svizzeri il 29 novembre scorso in un referendum promosso dalla destra populista.

Per il numero uno libico, «la jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l'aggressione estera (...), non è terrorismo». «Qualunque musulmano nel mondo che tratta con la Svizzera è un infedele ed è contro l'islam, contro Maometto, contro Dio, contro il Corano», ha aggiunto il leader di Tripoli davanti a migliaia di persone.

«Boicottate la Svizzera: boicottate i suoi prodotti, boicottate i loro aerei, le loro navi, le loro ambasciate, boicottate questa razza miscredente, apostata, che aggredisce la case di Allah», ha insistito Gheddafi, parlando in veste di capo del Commando popolare islamico internazionale, ente da lui creato nel 1991.

Sulle dichiarazioni del leader libico, un portavoce del ministero svizzero degli Affari esteri non ha voluto rilasciare commenti.

Le relazioni tra Tripoli e Berna sono tesissime dopo l'arresto a luglio 2008 a Ginevra del figlio di Gheddafi, Hannibal, episodio che ha scatenato una serie di ritorsioni a catena. Poco dopo le autorità libiche hanno arrestato due imprenditori svizzeri, di cui uno, Max Goeldi, è ancora detenuto in Libia. L'intervento «delirante» di Gheddafi avviene mentre proseguono le trattative tra i due paesi per la sua liberazione.