21 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Elezioni presidenziali

Domenica il ballottaggio in Cile: Pinera favorito

Ma per i sondaggi il vantaggio su Frei si assottiglia

SANTIAGO DEL CILE - Dopo vent'anni di governi di centrosinistra, la destra cilena riassapora la possibilità di tornare al potere per la prima volta dal ritorno della democrazia nel Paese andino: il ballottaggio per le presidenziali di domenica dà infatti il candidato conservatore Sebastian Pinera - vincitore del primo turno con il 44% dei voti - in vantaggio sul rivale Eduardo Frei.

Tuttavia i sondaggi non escludono sorprese dell'ultima ora: se poche settimane fa il vantaggio di Pinera era di circa 5 punti percentuali, nell'ultima rilevazione il candidato della destra è accreditato del 50,9% delle preferenze conto il 49,1% di Frei; quest'ultimo peraltro avrà il vantaggio di raccogliere i voti dell'indipendente Marco Enriquez-Ominami, escluso nel primo turno delle consultazioni e che si era aggiudicato il 20% delle preferenze contro il 30% del candidato governativo.

L'esito del voto potrebbe rivelarsi paradossale per la «Cocertacion», la coalizione di centrosinistra al potere, che rischia dunque di perdere il timone del Paese quando il presidente uscente Michelle Bachelet gode infatti del'approvazione dell'80% dei cileni: la Costituzione le impedisce però di presentarsi per un secondo mandato per il quale non avrebbe rivali.

L'eredità per il prossimo Capo di Stato appare positiva: il Cile ha coronato un decennio di crescita economica entrando a far parte dell'Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (Ocse) e dopo un anno l'uscita dal tunnel della crisi globale appare assicurata con una crescita stimata del Pil per il 2010 fissata attorno al 4,5%.