14 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Mondo. Irlanda

Pedofilia, in Irlanda casca la prima testa: via il vescovo Murray

«So che le dimissioni non cancellano il dolore». Presto lettera del Papa

CITTÀ DEL VATICANO - E' cascata la prima testa, nella Chiesa cattolica d'Irlanda, dopo che lo scandalo dei preti pedofili, denunciato da due rapporti governativi, ha indotto il Papa a tenere un vertice urgente la scorsa settimana. Oggi si è dimesso il vescovo Donald Brendan Murray, responsabile di aver coperto alcuni sacerdoti che nel corso degli anni hanno abusato di diversi bambini. Il presule ha chiesto scusa e si è detto consapevole che le dimissioni «non possono annullare il dolore» delle vittime.

Il Santo Padre condivide lo sdegno, la sensazione di tradimento e la vergogna provati da così tanti fedeli in Irlanda», ha riferito una nota vaticana al termine del vertice papale della scorsa settimana con i maggiorenti della Curia romana e i leader della Conferenza episcopale irlandese. Linguaggio duro che riflette una linea da 'tolleranza zero' ribadita più volte, da Benedetto XVI, nel corso del suo pontificato. Negli Stati Uniti come in Australia come, già un paio di anni fa, nei confronti della cattolicissima Irlanda.

Una situazione scandalosa su cui ha puntato un faro di luce il rapporto della commissione Murphy, 720 pagine di un'indagine commissionata dal governo che, dopo anni di reticenze e omertà sul tema, ha analizzato il caso di 46 preti accusati di avere abusato sessualmente di minori tra il 1975 e il 2004. La pentola era già stata scoperchiata con il rapporto della commissione Ryan, diffuso a maggio scorso, che raccontava le sevizie e i maltrattamenti cui erano sottoposti i bambini negli istituti gestiti e controllati da ordini religiosi. Il report affidato al giudice Murphy mette in luce le responsabilità della gerarchia ecclesiastica, rea di aver coperto i pedofili, spostati da alcuni vescovi di parrocchia in parrocchia per tutelare il buon nome della Chiesa e, probabilmente, il suo patrimonio.

Ora altri vescovi potrebbero essere costretti alle dimissioni. Di certo, il Papa ha già annunciato che, prossimamente, invierà una lettera ai cattolici irlandesi «nella quale indicherà con chiarezza le iniziative che devono essere prese in risposta alla situazione». Nulla di più, ma la missiva potrebbe stabilire ristrutturazioni e mutamenti profondi della Chiesa irlandese.