23 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Conferenza sul clima dell'ONU

A Copenaghen arrivano i leader mondiale

Già nella capitale danese il presidente russo Medvedev. Per gli USA «nessun accordo è meglio che uno cattivo»

COPENAGHEN - Il presidente russo, Dmitri Medvedev, arriva oggi a Copenaghen per intervenire domani al forum sui cambiamenti climatici. Lo ha detto il suo assistente Arkady Dvorkovic a Mosca. «La partecipazione dei leader vuol essere, soprattutto, l'impulso per i negoziatori» dice Dvorkovic, che interrogato da Apcom su quali nazioni abbiano una posizione più vicina a Mosca, risponde: «Stati Uniti e Canada».

Ma in Danimarca i delegati sembrano non riuscire a trovare un accordo sulle misure da prendere per salvare l'equilibrio naturale di questo pianeta. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama stasera parte per la capitale danese per partecipare alla giornata conclusiva del vertice; secondo lui, «tornare con un accordo privo di senso sarebbe ben peggio che tornare a mani vuote» ha detto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ai giornalisti.

Intanto il negoziato è ripreso alla Conferenza Onu, dopo che la presidenza danese ha rinunciato a proporre ai delegati dei 193 paesi partecipanti un proprio testo, in vista di un accordo che si sperava potesse contenere tutti gli elementi sostanziali del post-Kyoto. La ricerca del difficile compromesso si farà sulla base di due testi presentati da due «gruppi di contatto» separati, uno riguardante il Protocollo di Kyoto e una sua eventuale nuova versione (Kyoto II), e l'altro dedicato a tutte le altre questioni sul tappeto: finanziamenti per i paesi in via di sviluppo, loro impegni di riduzione delle emissioni, programmi contro la deforestazione, meccanismi di verifica dei tagli delle emissioni.

La decisione di continuare il lavoro tecnico nei due gruppi di contatto è stata annunciata oggi dal presidente della Conferenza, il premier danese Lars Lokke Rasmussen e riferita alla stampa dal negoziatore capo sul clima dell'Onu, Yvo de Boer. Si tratta di una indubbia vittoria per i paesi in via di sviluppo del G77 e per la Cina, che ieri avevano protestato veemente proprio contro la 'caduta dall'alto di testi di compromesso, che consideravano come tentativi di forzatura ai loro danni da parte della presidenza e dei paesi ricchi. I gruppi di contatto potranno designare dei sottogruppi, che poi riferiranno alla plenaria l'esito dei loro lavori.