22 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
Summit annuale economico dei Paesi dell'Asia-Pacifico

L'Apec «frena» sul clima, niente appello a ridurre emissioni 50%

Scompare la frase dalla bozza finale secondo il portavoce di Pechino: «questione molto controversa a livello mondiale»

SINGAPORE - I leader che partecipano al summit annuale economico dei Paesi dell'Asia-Pacifico (Apec) a Singapore hanno deciso che domani, nella loro risoluzione finale, non lanceranno un appello per ridurre del 50% le emissioni di Co2, come previsto in precedenza. Lo ha indicato un portavoce cinese.

QUESTIONE CONTROVERSA - L'obiettivo era stato incluso nella bozza di risoluzione mostrata una settimana fa alla stampa, ha ammesso Yi Xianliang, responsabile del ministero cinese degli Affari esteri. «Ma si tratta di una questione molto controversa a livello mondiale - ha aggiunto, parlando con i giornalisti - se l'avessimo messa nel comunicato (finale), credo che ciò avrebbe potuto alterare il processo delle trattative».

I 21 leader dei paesi membri dell'Apec concluderanno domani il forum pubblicando una risoluzione che riassume le loro discussioni, che riguardano ovviamente la situazione economica, la liberalizzazione del commercio e, quest'anno, le trattative sul clima a qualche settimana dall'importante vertice Onu a Copenhagen.

Nel testo della bozza era scritto: «Pensiamo che le emissioni globali debbano raggiungere un livello minimo nel corso dei prossimi anni e debbano essere ridotte del 50% sotto il livello del 1990 entro il 2050». Ma c'è chi non vuole che dal summit nella capitale danese esca un accordo vincolante.

INCONTRO USA-CINA - La questione sarà al centro della visita del presidente americano Barack Obama a Pechino a partire da lunedì. La Cina e gli Stati Uniti sono i due maggiori produttori di Co2 nel mondo, con oltre il 40% del totale di emissioni.