24 luglio 2019
Aggiornato 06:00

Sri Lanka: inviato Onu Holmes in missione per soccorsi a civili

Incaricato degli Affari Umanitari vuole tregua per consegna aiuti

Colombo - Il segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite incaricato degli Affari umanitari, John Holmes, inizia oggi una missione di tre giorni nello Sri Lanka, dove almeno 50.000 civili sono rimasti intrappolati nel nord del paese dai violenti combattimenti in corso tra l'esercito di Colombo e le tigri Tamil, e Si trovano a rischio carestia.

Holmes spera di convincere Colombo a sospendere la sua offensiva che mira a sradicare definitivamente la guerriglia, permettendo l'arrivo di aiuti umanitari nelle aree del conflitto. Dopo mesi di combattimenti in questa zona, vietata a organizzazioni umanitarie e giornalisti, più di 110.000 civili sono fuggiti verso la costa: almeno la metà di loro, però, è rimasto in trappola, non riuscendo a scampare i combattimenti tra l'esercito e le tigri Tamil. Fra essi figurano anche numerosi feriti. Secondo le stime delle Nazioni Unite, inoltre, le ultime settimane di guerra sono costate la vita ad oltre 6.500 civili.

I civili soffrono la penuria di prodotti alimentari, acqua potabile e materiale medico, ha spiegato John Holmes ieri durante il viaggio di trasferimento verso lo Sri Lanka. «La loro situazione è terribile, occorre trovare un modo per fermare i combattimenti e farli uscire da quell'area in modo da potersi occupare di loro correttamente», ha commentato ancora il funzionario dell'Onu.

Holmes spera di potere inviare entro due o tre giorni una missione preliminare per la valutazione della situazione, «ma per fare questo occorre che ci sia una pausa nei combattimenti», ha detto. L'inviato Onu intende infine richiedere la liberazione immediata di 15 dipendenti delle Nazioni Unite, prigionieri in campi governativi dopo che erano riusciti a fuggire dalla zona del conflitto.